giovedì 6 marzo 2014

Programma 
VITTORIO CON I GIOVANI



A - Economia, occupazione e lavoro:
per quanto di sua competenza l’’Amministrazione Comunale dovrà porre le condizioni per un recupero del Benessere Cittadino e per il futuro dei Giovani: viste le caratteristiche storiche di Vittorio e l’andamento globalizzato dei mercati, andrà trovato nel Turismo il nuovo volano trainante per l’economia locale; Turismo promosso fuori dai confini nazionali, con studio di agevolazioni per i nuovi operatori del settore; con ritorno di attività legate a Paesaggio Ambiente Storia Cultura e Sport per avviare efficace volano economico capace di - ridestare ospitalità e ricettività cittadine - recuperare il patrimonio abitativo e commerciale della Città - salvare produzioni agricole e manifatturiere locali - creare nuovi posti di lavoro e confermare gli esistenti. 
Istituzione dell’ “Università di Arti Mestieri e Professioni” tramite artisti, artigiani, industriali e professionisti volontari per tradurre a giovani perfezionandi importantissime potenzialità da recuperare, con Attestato finale. Estensione degli orari serali della Biblioteca in occasione delle principali scadenze universitarie  e WiFi nei luoghi pubblici.
Conversione dell’Onorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto per Personalità di spicco nel Mondo, distintesi negli ambiti della Cultura, Arte, Scienza, Sport, Sociale e Lavoro: pubblicità culturale per l’economia locale.
Interazione con Amministrazioni contermini nella Programmazione Turistica Comprensoriale per unificazione Laghi di Revine finalizzata a Campionato Cannottaggio - per recupero Italcementi e della linea di piloni collinari come luogo attrezzato di partenza ovovia verso Cansiglio - per lo sfruttamento dell’ex aeroporto di San Giacomo -recupero delle acque termali (Papadopoli ex Gil) tramite intervento pubblico privato e del Fiume Meschio e delle sue Sorgenti -  Trasformazione in Casinò di Palazzo Altan, in generale per programmi sovracomunali avvantaggiati nel reperimento di fondi europei , data la crisi economica ancora in essere.
Nel settore commerciale non si dovranno concedere spazi esterni a quelli cittadini consolidati per ulteriori centri commerciali, che potranno trovare eventuale collocazione solo con mirate operazioni di recupero ed arredo urbano. Professioni, artigianato, industria e commercio, e agricoltura, abituati a intraprendere e rischiare, chiedono al Comune solo forti semplificazioni burocratiche e riduzioni dei costi generali (Abaco, Savno etc) e imposte pubbliche; recuperi Energia, nel Pubblico e nel Privato, da fonti rinnovabili, con incentivazioni burocratiche per i richiedenti come per le nuove colture agricole biologiche e per la riconversione agricola, verificabile  non solo urbanistica, di terreni in aree compatibili.
B - Sociale: 
il rischio di ascoltare le voci dei soli richiedenti, non sempre meritevoli, é assai concreto di fronte ad anziani locali, famiglie in difficoltà, giovani con problemi che, per educazione e dignità, non chiedono: risolvere con l’istituzione di un “Volontariato di Osservazione Sociale” per individuazione verifica e sostegno dei casi; creazione di un’Occasione Protetta di Ritrovo Settimanale per ragazzi fino a 15 anni con il coinvolgimento delle Parrocchie.
C - Organizzazione burocratica: 
velocizzazione tempistiche, semplificazione moduli, riduzione incombenze e massima disponibilità alle soluzioni; riorganizzazione delle commissioni esaminatrici, istituzione di seri e variabili incentivi per il riuso dell’esistente legati alla sostenibilità e di gradi di penalizzazione per le nuove costruzioni in relazione alla sostenibilità,  con serie verifiche finali di conformità; disponibilità all’Intervento Pubblico Privato per  la soluzione di problemi del territorio altrimenti non realizzabili con le sole forze del Comune; restituzione di somme dovute ai contribuenti in tempi definiti; incremento del personale lavorativo per l’ordine e la manutenzione del territorio, in concomitanza con normali dismissioni di personale burocratico. 
D - Territorio: 
reperimento di nuove funzioni, a minimo costo per il Comune, tramite il ricorso a Bandi Europei, Interventi Pubblico Privati e Iniziativa Privata, per la rinascita di Luoghi cittadini strategici dismessi onde evitare che da Altre Amministrazioni Sovracomunali possano essere calate di forza funzioni inadatte o addirittura nocive per la vita della Città: Caserma Gotti, 5° Corpo D’armata, Area Borca, per citarne alcuni; nuove integrazioni alle piste ciclabili per collegare in sicurezza aree scolastiche e vari punti di interesse abitativo-paesaggistico-economico; non dimenticare i collegamenti a percorso ciclabile intercomunale in itinere. 
Dissesto Idrogeologico: monitoraggio aree a rischio, manutenzione fossati con eliminazione di strozzature dei flussi, recuperi occasionali di manodopera per la tutela dell’Ambiente dalla mobilità, dalla disoccupazione o dalla non occupazione, per sfalci e pulizie sui versanti collinari e lungo i corsi d’acqua; eliminazione di soste del traffico fonte di pericolosissimo inquinamento (semaforo di San Giacomo ad esempio).
E - Politica Cittadina: 
Politiche Giovanili come Primo Impegno; etica, giustizia, rispetto, trasparenza  e disponibilità alle soluzioni dei problemi come Missione; riequilibrio motivazionale tra dirigenti responsabili ed impiegati per maggiore efficienza; esempi di risparmio pubblico anche con riduzione  stipendi Dirigenti, Responsabili ed  incarichi politici nei  vari Enti collegati; eliminazione di conflitti di interessi nell’Amministrazione.

“Interessati alla Cosa Pubblica e pretendi che funzioni”  
“Passione ed efficienza per riorganizzare e semplificare” 

“Impegno sociale e ambientale per riprendere il Governo della Nostra città e migliorare la Nostra vita”

domenica 2 febbraio 2014

Per Ogni Comune in Italia ricorre l’Obbligo di Accreditarsi: spetterebbe al Comune scaricare il DURC originale! E non accettare una copia dell’Impresa.
Ultimamente però gli Uffici Comunali Vittoriesi hanno aggiunto ulteriore incombenza, non prevista dalla Normativa: la comunicazione di Fine Lavori per le Attività di Edilizia Libera (CIA). 
La legge 22 maggio 2010 n. 73 ha introdotto la Comunicazione di Inizio Attività, CIA, per le Attività di Edilizia Libera; all’art. 5 comma 7 sancisce solo l’obbligo di presentazione dell’inizio lavori  e della relazione tecnica asseverata stabilendo eventuale sanzione pecuniaria; non è prevista né sanzionata la mancata presentazione della fine dei lavori!
Siti del Governo chiariscono che la comunicazione di fine lavori è richiesta solo per i Titoli Abilitativi / Provvedimenti mentre per le CIA non è prevista e può quindi essere presentata facoltativamente.
Con la CIA il Tecnico presentatore comunica ed assevera i lavori; le responsabilità sullo svolgimento degli stessi competono solo al Committente ed agli Organi Comunali di Sorveglianza; ma Vittorio Veneto chiede una dichiarazione, su apposito modulo, a firma alche dal Progettista: attenzione perché con la firma su siffatto modulo (non previsto e che comporta Confusione di Ruoli) il Tecnico, senza aver Diretto i Lavori (normalmente non previsto dalla CIA), si assume anche responsabilità di verifica e sorveglianza che competono all’Ente Comunale.
Anche da ciò Operatori ed Utenti ritengono non sia più rinviabile un Intervento Politico di analisi del funzionamento della Macchina Comunale, anche in vista di future aggregazioni di Comuni limitrofi; in tempi  brevissimi  si dovranno eliminare inutili e dannosi pesi burocratici e trovare le modalità, in un Tavolo che accolga Professionisti Imprenditori e Funzionari, per legittimi e concreti snellimenti delle pratiche, velocizzazioni delle risposte, e seri incentivi al recupero edilizio, oggettivamente possibili; da freno a legittime aspettative ed iniziative  e motivo di crescente acredine verso l’Ente Pubblico per la Maggior Parte dei Cittadini, l’intervento burocratico deve ritornare momento di supporto a Cittadini, Imprenditori e Professionisti, sul Merito!

Se la Politica Vittoriese non vuole essere spazzata via, non si sottragga a questa tutela di tutti i Cittadini, dell’Economia e Del Lavoro, Articolo 1 della Costituzione Italiana.

Il clima del Pianeta si sta modificando, il nostro microclima locale è già modificato:  estati concentrate tra  luglio e agosto con temperature africane ed umidità insopportabile, senza pioggia; inverni tiepidi (12 gradi a San Tizian che fasea saltar via i dent al can) ed umidissimi; primavere umide e corte da fredde a fare il bagno e viceversa; autunni con strascichi del gran caldo, poi tiepidi e annegati dalle piogge.
Non dipende da modifiche del Pianeta, che non possiamo cogliere, ma dai mutamenti dell’uomo al Pianeta che cerca drastici correttivi al nostro scempio.
Rifiuti che il Pianeta non riesce a riconvertire riempiono il fondo dei mari, grotte naturali, stagni e campagne, scorrono nei fiumi, contaminano l’atmosfera; inquinando la terra e le falde da cui traiamo cibo ed acqua e l’aria che respiriamo, rovinando l’atmosfera che ci proteggeva dalle radiazioni pericolose del Sole; stupidità avidità ed arroganza distruggono quanto Dio aveva meravigliosamente creato per noi.
E sono arrivate malattie intestinali, allergie e tumori; e da un po’ bombe d’acqua, caldi africani, umidità da monsone, morti e distruzioni.
Da anni tutto dovrebbe funzionare con fonti rinnovabili, invece per i maledetti interessi di Pochi, a cui non è cara neppure la vita dei propri figli, siamo schiavi di petrolio, gas, di un nucleare arcaico, delle immondizie; Poteri che non ci hanno dato la vita sociale ed economica serena promessa in cambio di quanto sottratto: i ricchi sempre più ricchi, poveri e schiavi  tutti gli altri !
Anche nel nostro Locale le recenti gravissime inondazioni derivano da interessi economici, scaltri ed incompetenti, da politiche inette volte solo al potere, da ignoranza opportunismo e menefreghismo dei Più.
40 anni fa i fabbricati sperdevano l’acqua del tetto sul loro terreno; le strade erano contornate da fossi; i giardini inerbati, i percorsi inghiaiati, gli alberi ombreggiavano.
In 40 anni il contesto è cresciuto disordinatamente, tutti hanno asfaltato e cementato tutto in nome del profitto e della comodità; al gasolio solo in parte hanno sostituito il gas, comunque corresponsabile dell’odierna umidità; hanno eliminato centraline idroelettriche, da noi lungo il Meschio, per farci acquistare l’energia all’Estero; politiche millantanti la difesa dell’Ambiente hanno creato norme per l’uso e lo smaltimento delle acque finalizzati alla solita creazione di posti per fedeli elettori; limitandosi a combattere faziosamente amministrazioni comunali non allineate per modesti peccati; mai hanno provato a fermare i veri responsabili.
Hanno strozzato funzionali fossati con “tubetti” di cemento intasati dalla mancanza di manutenzione; hanno obbligato, per normativa, ad immettere l’acqua dei fabbricati e delle aree scoperte cementate in condotte stradali che riversano nei fiumi quantità enormi, proprio quando il fiume è già gonfio da precipitazioni abnormi e mentre, dalle colline abbandonate, masse d’acqua fuorviate da detriti prendono nuove vie ed inondano abitati un tempo protetti; in un territorio bisognoso di attenzioni colpevolmente trascurato che presenta il conto.

giovedì 23 gennaio 2014

Il riuso della Caserma Gotti è un bel problema: se dovesse divenire, per la solita cronica debolezza delle Amministrazioni cittadine, un centro di accoglienza allora altro che città D’arte; anche se spero ovviamente che ciò non succeda, conoscendo il contesto politico/burocratico ci dovremo aspettare il peggio.
E’ un problema assai delicato e di difficilissima soluzione che prevede un’attenzione decisa ed un coinvolgimento politico fino ai Piani più Alti. Bisogna pensare ad una funziona diversa capace di attirare capitali privati da far convivere con capitali pubblici anche Europei se si vuole trovare un punto di forza da contrapporre allo scempio della Città prossimo venturo.
Proporre doppioni di ciò che c’è già a Conegliano, parchi, sedi universitarie o altre grandi ed onerose strutture di utopistica realizzazione e di costosissima gestione, impossibili per i bilanci cittadini, è la solita beffa elettorale destinata solo a causare danni ed a tranquillizzare solo gli ingenui: finora chi ha governato non è riuscito neppure a mantenere Villa Papadopoli! 
A proposito di Villa Papadopoli ed il suo parco, quando l’allora Sindaco Scottà iniziava a parlare di cessione, lo scrivente architetto, in contatto con Azienda Elettronica di fama internazionale con decine di sedi nel mondo, aveva proposto l’acquisto della Villa a tale colosso dell’elettronica per realizzare un Centro Studi dell’Azienda, che inizialmente  lo cercava in Friuli; come al solito si è voluto procedere in modo diverso per motivazioni non certo oggettive  ed ora, ad aste andate deserte, o ce la teniamo lasciandola cadere a pezzi o la regaliamo!
Oltre18 mesi fa ho proposto all’Amministrazione di questa Città di aprire un nuovo Fast Food per giovanissimi, ed ho convinto, invero a fatica, l’Azienda Internazionale a scegliere come location Vittorio Veneto in luogo di altro vicino comune: come al solito i tempi della burocrazia che avrebbe già potuto, se voleva, trovare delle scorciatoie usando l’ex art. 6 invece di attendere un PAT in ritardo, si intrecciano con la politica e viceversa in un non trasparente balletto senza fine, ma anche questa Multinazionale non aspetterà in eterno e sta ancora attendendo solo per rispetto dello scrivente; dal punto di vista della mia parcella era però meglio se lo facevo nell’altro comune, dove sarebbe già funzionante da un bel po .. 

Il problema della Caserma Gotti, come tutte le altre questioni cittadine che hanno segnato il passo di questa Città e minato il suo futuro e dei nostri figli, non può più essere affrontato così.

mercoledì 22 gennaio 2014

Vittorio sta morendo: attività artigiane, commerciali e professionali chiudono; sempre meno giovani, una città vecchia con gli stimoli, le ambizioni e l’energia dei vecchi.
Una campagna elettorale, in sordina, senza slanci, senza figure di spicco, senza personalità da incensare o da criticare, la deprimente sensazione che è ancora distante quel giro di barra tanto atteso, culturale economico e sociale.
Partiti faziosamente divisi sui temi importanti; i soliti voli pindarici, pure essi depressi in fantasia, di quanti ritengono si possa ancora fare politica con vaghe promesse predestinate ad altro “libro dei Sogni” di Da Ros.
Ancora non si è capito, mentre io lo vado dicendo fin dai primi anni novanta, che solo un ritorno a forme particolari di agricoltura e turismo conglobate e comprensoriali, con Vittorio promotrice, potranno salvarci e rimettere in moto un’economia tartassata condannata al fallimento, costretti a subire l’emigrazione dei nostri Cervelli Giovani e un’immigrazione di troppi predestinati allo schiavismo Malavitoso e non.
Basterebbe farsi un giretto per Vittorio e dintorni: altro che due Centri Storici, il nostro è un pullulare di agglomerati storici dalle caratteristiche architettoniche, paesaggistiche, climatiche e dalle potenzialità intrinseche pazzesche, che negli anni ’50 contava decine di attività turistiche e ricettive! Se andiamo in Europa raramente persino grandi metropoli hanno quello che ha già Vittorio, ma che i più non vedono quando non svalutano! Eppure in Europa ed in qualche rara cittadina italiana, con sapiente organizzazione imprenditoriale ostentano il poco e meno affascinante in giri economici da capogiro!
Cenede e Serravalle, Meschio ed il suo fiume con sorgenti splendide misconosciute, vari agglomerati storici sparsi in piano e collina, santuari, laghi, foresta del Cansiglio Cadore e Venezia a portata, percorsi enogastronomici, ambiti di caccia, pesca, vela, percorsi di treckimg e mountain bike, sentieri e passeggiate ed ippovie favolosi ecc. ecc.
Invece di vivere da Signori, rispettando e sfruttando un tale Ambiente, con rese derivanti da quanto Madrenatura ed una Storia pregna di tradizioni e cultura con tanta dovizia ci hanno regalato, chi ha governato ha invece voluto una zona industriale e permesso l’assalto edilizio speculativo del territorio.  

  Vittorio torni a prendere in mano un progetto di unione con i Comuni contigui per un coinvolgimento in politiche turistico ambientali; nel dismesso elicampo militare di di San Giacomo si crei un campo per veivoli leggeri, di servizio aero civile di intercollegamento e di servizio di pronto intervento sanitario, in raccordo con Belluno e Treviso; si trovi un accordo con l’intrapprendente Sindaco di Fregona  per una nuova linea panoramica lungo i piloni dell’italcementi da piazza Sant’Andrea al Cansiglio. Solo pochi esempi...

giovedì 19 dicembre 2013

 Sta finendo il movimento 9 dicembre ?
Separazione dal leader dei Forconi, unico ad andare a Roma, frantumazione del comitato in rivoli.
Dove prima c’erano bandiere italiane, per dire al Popolo che non c’erano schieramenti ma
che tutto finalmente nasceva dalla Volontà Popolare, ora spuntano bandiere di parte, diminuisce il
numero dei volontari, si ammoscia la spinta iniziale.
E così, sia per ridare maldestramente fuoco agli animi, sia per cercare di ridare un posto al
sole a qualcuno, spunta un volantino marchiato Life che, riutililizzando uno slogan già provato e
miseramente fallito, incita allo sciopero fiscale ed al blocco ad oltranza, nel peggior stile sindacalista, che
colpirebbe solo cittadini artigiani industriali e commercianti già tanto vessati; si improvvisano banchetti
serali con i visitatori, anche Politici, e così con la solita ironia popolare nasce l’appellativo “comitati delle
forchette” (non dei forconi), si chiedono offerte ai “rallentati”, tanto per incrementare la schiera di chi
chiede aiuti od elemosine ad una popolazione a cui tutto ormai pesa, ma che spontaneamente ha
portato cibo in quantità ai tanti (insperati) giovani volontari dei presidi.
Con che senso di responsabilità si incita allo sciopero fiscale se non si è poi in grado di
difendere i (pochi) cittadini ingenui che magari obbedirebbero? Dov’è questa Pletora Organizzata di
giuristi, avvocati, commercialisti pronta e capace a difenderli gratuitamente?
Non è per questo che ho dato la mia adesione, la mia partecipazione, quindi non ci sto; non
è giusto nei confronti dei tantissimi Giovani Volontari che sono stati nuovamente illusi!
Qualunque tentativo di questo Povero Paese Disorganizzato è dunque destinato a
naufragare per il protagonismo di troppi, per l’incapacità di andare d’accordo, per la faziosità che ci
distingue agli occhi del Mondo, per l’opportunismo dei più indisponibili a fare ma pronti a criticare e lesti
a saltare sul carro del vincitore, senza dignità, per la disorganizzazione ed il pressapochismo imperanti,
per la facilità con la quale il Potere Organizzato riesce sempre a dividere?
Il momento è grave, Tutti lo sentono: è economico, ma prima di tutto è un problema di
confusione dei Valori indotta, di dissoluzione perversione e corruzione dilaganti, di ingiustizia sociale e
civile ad ogni livello, unite ad incapacità cronica ad affrontare e risolvere i problemi, in un clima di faccia
tosta istituzionalizzata che precipita di anno in anno, destinato alla resa dei conti; ce lo dice la Storia.
Non bisogna far perdere forza ai grandi movimenti di bravi e pacifici cittadini, bisogna che
ognuno faccia la sua parte, per non deludere per l’ennesima volta la Gente; è necessario che gruppi e
comitati si riuniscano, che le Teste pensino e trovino, con l’accordo, nuovi spunti veri per ottenere il
risultato di farsi ascoltare dal Potere senza stufare la Gente preoccupata e delusa !
Basta con l’elencazione dei problemi, si comincino a dare soluzioni! Si eliminino intanto le
cassette delle offerte e si faccia che le cene diventino occasione in tutti i gazebi di un pasto per quanti
hanno problemi e non per i soliti finti poveri ed approfittini vari.
Si convincano i cittadini ad esporre sul lunotto dell’auto il cartello: “non votare alle politiche
finché la pressione fiscale non tornerà al 35% senza toccare sanità e pensioni minime”
Idee ci vogliono e la Gente seguirà.

L’ora dei mediocri e dei ladri sta cominciando a finire.

venerdì 31 maggio 2013

La resa dei conti



Se oggi vogliamo un auto sportiva, di classe, con finiture e materiali durevoli, che mantenga il prezzo, dobbiamo rivolgerci alle case automobilistiche tedesche, per le pure prestazioni sportive o il gran lusso ai “garagisti” inglesi; per le autovetture da famiglia, utilitarie e fuoristrada all’industria francese e giapponese. 
Se però, senza il vile servilismo che oggi ci distingue, facessimo un passo indietro negli anni (50/70) non potremmo negare che il Mondo guardava con ammirazione Italia Alfa Romeo Lancia e Ferrari !
Allora l’Alfa Romeo ideava e produceva sportivi sogni concreti come la Giulietta sprint e spider, la TZ, la SS, il Duetto, l’Alfa Matta, auto da sogno per pochi ideate da Bertone Zagato Pininfarina, ed auto tuttofare dalla famiglia alle corse come la Giulia. 
Ma allora come Popolo uscito dalla guerra brillavamo in qualunque attività.
Penso ancora alla mia Alfa Junior Zeta 1600 del ‘72: linea avveniristica ancora attualissima, CX 0,28, nata per correre ma comoda e con grande bagagliaio; paragonata a supersportive odierne (dopo oltre trent’anni), molto più ingombranti  ma che fanno posto solo ad uno zainetto, sarebbe ancora in certi percorsi più efficace; e ciò fa riflettere!
Quali motivi ci hanno ridotto nella attuale condizione di crisi, ultimi, ammiratori e servi di vari Paesi stranieri.
Per l’auto sappiamo come è andata.
Politica e sindacati si sono impadroniti del fare automobili italiano con la complicità di una nota Famiglia; ma invece di un’unico target di aziende eccellenti il risultato è stata l’inarrestabile decadenza di Marchi storici eccellenti.  Inglesi tedeschi francesi e giapponesi ringraziano per le sciagurate scelte sia per le nostre “teste” da loro migrate.
Anche il mondo dell’impresa, dell’artigianato e quello degli alimenti mediterranei,  sono stati oggetto di una programmata distruzione in nome dell’adeguamento a standard inferiori, senza corrispettivi di tutela e salvaguardia per la contraffazione straniera di nostri alimenti simbolo !
Italiani progettavano e costruivano dighe, grandi manufatti; le nostre case, i nostri artigiani, i nostri architetti erano considerati i migliori; eravamo fantasiosi, seri, pieni di volontà e depositari di antiche sapienze.
Poi utopistici messaggi di politica e comunicazione, contro il lavoro manuale in favore del posto di lavoro alla scrivania, per generazioni di giovani hanno decretato, come in Unione Sovietica, il fallimento delle proposte di sviluppo progressiste: il risultato masse giovanili di disoccupati, per cui brilliamo in Europa, e  blocco scandaloso della virtuosa trasmissione delle antiche sapienze, ghettizzazione dei i lavori manuali a manovalanze provenienti da Paesi di migranti gestite per lo più dal “caporalato”.
E così oggi,nella Patria delle Costruzioni, i prodotti preconfezionati si abusano per risparmio o per mancanza di antiche sapienze; l’industria termotecnica, per l’incremento delle vendite e causa l’abbassamento delle professionalità, propone centraline domestiche in Kit a prova di imbecille, a svantaggio di clienti e ditte certificate;  le nuove case in legno per lo più sostituiranno le costruzioni in muratura, distinzione di questa nostra Civiltà, mettendoci, come al solito, in debole posizione rispetto a produttori esteri che vantano maggior tradizione e inferiori tassazioni; la sindacalizzazione di scuole ed università, inseguendo l’utopia ipocrita e scandalosa del “titolo per tutti”, ha pianificato e immesso nel mercato masse di cervelli vuoti, privi di senso critico e capacità propositive per scelte operative concrete, e masse di operatori tecnici inadeguati; una burocrazia intimidatoria ha ridotto il progetto a collage di banalità di comprovata realizzabilità e gli effetti si vedono sul territorio; un mondo del lavoro politicamente lottizzato continua ad assorbire raccomandati, mediocri senza arte né parte, ed estromette i capaci in una spirale di autodistruzione!
Come ha potuto un Paese, uscito da una guerra, riprendersi  con forza dando luogo al “miracolo italiano” e, dopo soli 40 anni, crollare in una decadenza etica culturale sociale ed economica gravissima?
Nel primo dopoguerra la gente era spinta dal bisogno, dalla volontà di sapere, fare e migliorare Tutto; era stata educata al senso del dovere, dell’onestà, della serietà professionale, dell’impegno per il progresso del paese prima e personale di conseguenza, dal più grande statista Italiano non di destra Benito Mussolini; gli studenti erano stati formati da scuole  culturali e tecniche invidiataci: chi ha la mia età pensi a professori di Liceo completi come Don Mario Possamai, Sorge e Pinto, e non proverà a paragonarli ad odierni “educatori” sindacalizzati, attivisti degli organi colleggiali.
Ma dagli anni settanta una sinistra al soldo straniero, col supporto dei soliti Paesi comunisti e non, tutti che comunque avrebbero tratto vantaggi dal Nostro indebolimento, stravolse ogni valore anteponendo diritti e disimpegno a doveri ed impegno per il proprio Paese, sconvolgendo menti e spiriti, mentre la DC al governo, infangata nel potere, con la mafia e con i compromessi, lasciava colpevolmente spazio.
Anche i compagni una volta assaggiata la polpa hanno letteralmente colonizzare lo stato, ogni ente, ogni associazione, risolvendo l’Occupazione con la moltiplicazione dei posti di lavoro oltre ogni possibilità di Bilancio ed il risultato, comprese inefficienze e ruberie, dopo anni ora grava drammaticamente sui bilanci sempre più critici dei cittadini supertassati!
L’unione all’Europa ci ha condizionato ad omologarci, a diventare di fatto servi della Germania e dei grandi poteri Americani, servi delle Banche.
Essere Compagni ci ha per lo più omologati culturalmente al bello e giusto delle Lobbies economiche e della comunicazione, materialisti privi di fede e rispetto a Natura e Dio, giustificatori di perversioni mentali sociali e sessuali spacciate come esercizi di libertà, frequentatori di salotti Bene; mentre Stati Poveri vengono usati come depositi di rifiuti tossici, riciclatori di materiali e macchinari inquinanti e fonte dei nuovi schiavi.
Essere di centrodestra ci ha per lo più ridotti a fare i farisei per le poltrone, i mercanti nel tempio, alla cultura del compromesso, equilibristi dei valori e vili servitori del denaro, difensori di forme di egoismo sociale.
Quasi Tutti comunque protagonisti, capi, eroi; quasi nessuno più operaio, o disposto al servizio senza  buona contropartita.
E intanto ogni giorno crescono suicidi omicidi ed atti raccapriccianti di violenza specie di giovani, problemi sempre più gravi del quotidiano, sempre meno creatività cultura ed altruismo che ci hanno distinto.
Che si voti a centrodestra o a sinistra, a parte qualche differenza utilizzata più a fini elettoralistici, si vanno comunque ad eleggere i rappresentati di due litiganti Lobbies del potere socio-economico, una più statalista ed una più privatista, che comprendono scarsamente i problemi reali della gente, corresponsabili anche se con diverso peso della crisi; in caso di mala partita ci lasceranno soli a scannarci l’un l’altro.
Ma non è tutta colpa loro ! Che per lo più si siano comportati da ipocriti ladri per riempirsi le tasche, che si servano di ogni mezzo pur di mantenere potere e poltrona é un Dato ma, per lo più, anche il comune cittadino che li ha votati ha le sue colpe, altrimenti avremmo ben altri Rappresentanti. Troppi padri mettono capo azienda figli incapaci o cercano raccomandazioni per dare un bel lavoro a figli non all’altezza; troppi cittadini condividono corruzione con politici e burocrati per soldi; troppi paperoni hanno fatto fortune con l’evasione comcessa; troppo egoismo mina le basi della vita in comune.
Sta però arrivando il tempo delle rese dei conti, per ognuno; solo attraverso un nuovo impegno, serio e pacificante di tutti, questo Paese potrà forse salvarsi e riprendere il cammino per ridare un futuro ai suoi figli! 
Speriamo che la Provvidenza invii alcuni illuminati ad aiutarci con il loro esempio di giustizia e impegno per gli Altri.

giovedì 30 maggio 2013

2012 11 18 Sanzioni stradali ingiuste


Tempo fa ho letto che una pattuglia ha fermato, dopo un inseguimento, un giovane con tasso alcolico superiore alla norma il quale era stato beccato ad oltre 210 Km/H e non solo in superstrada ma anche a velocità altissime in normali tratti stradali e che  ha persino rischiato di travolgere un agente della pattuglia; cosa gli hanno fatto ? vi aspettereste una pena e sanzioni severissime invece, sempre dai giornali leggo, gli hanno tolto tanti punti, gli hanno fatto varie sanzioni pecuniarie, ma quella per l’eccessiva velocità  (che l’ha portato quasi a travolgere un agente) è stata di  soli 154 €.
Vorrei a questo punto sapere che proporzione c’è con il comportamento in autostrada di di tanti agenti di commercio, in strada dalla mattina alla sera almeno 5 giorni su sette, costretti spesso a far togliere punti ai familiari perché loro con la patente ci vivono    e costretti alla fine a fare i conti con queste sanzioni  sproporzionate,  spessissimo avendo di pochissimo superato il limite; vorrei anche sapere mia moglie, persona notoriamente tranquilla, fotografata dal tutor a ca. 150 Km/h in un tratto rettilineo dell’autostrada, in cui basta  essere un attimo soprapensiero per superare i 130 Kmh, e non certo per strada: tolti 3 punti della patente quasi 180 € pagati. 
Vorrei inoltre segnalare uno dei tanti altri “bartoei” tesi al cittadino al solo fine di spillargli soldi: cos’altro può servire se non a fare cassa per il Comune un breve tratto rettilineo a due corsie per senso di marcia alle porte di Bibione limitato a 50 Kmh  inserito in mezzo ad un più lungo rettilineo già limitato a 70 Kmh, ?  E tanti altri casi si potrebbero citare con assurde limitazioni a 30 Km/h.
Tutto ciò non viene vissuto daslla Gente come spirito di tutela del cittadino né equità, ma come il comportamento neomedievale di governi regioni province e comuni che, con strade malandate ed insicure,  si comportano come i vari feudatari (leggi oggi i vari enti gestori)  cheper mantenere il tenore di vita della loro corte imponevano sempre nuovi salassi ad una popolazione stremata dalla crisi e da una caterva di tasse ed imposte ingiuste ed insopportabili. 
Chissà che anche da noi arrivi Robin Hood !

mercoledì 10 aprile 2013

Il settore edilizia sta per essere ucciso dalla crisi e dalla burocrazia.
Una miriade di leggi, regolamenti, circolari esplicative, la non chiarezza endemica di tutto il substrato normativo motivano sempre più funzionari, nella miriade di Enti che troppo spesso si smentiscono nella gestione pubblica, a non assumersi alcuna responsabilità, a dire intanto di no, a chiedere sempre ulteriori carte e pareri. Il Predominio della carta al macero sulla Sostanza: a ciò hanno condotto questa Nazione, specie al Nord, la cosiddetta “responsabilizzazione” del Pubblico, le varie “semplificazioni”, i “testi unici” disattesi; tentativi abortiti di risanamento di un apparato pubblico,con energie  trascurati se non allineate, per lo più ingessato e supino a lobbyes politico/economiche. 
Troppi enti e piani di gestione e cosiddetta tutela del territorio, spesso inattendibili perché redatti con superficiale conoscenza dei luoghi, prodotti pedissequamente a tavolino su ordinazione, hanno vessato ed impedito l’esercizio del sacrosanto diritto dei cittadini sulle loro cose, su interventi minori e di minimale impatto; con il risultato paradossale di favorire comitati d’affari spesso in collusione politica e mafiosa.
Troppe volte il semplice Cittadino deve ricorrere al legale per sua tutela; troppo spesso, di fronte a tempistiche sproporzionate ed inconcepibili in altri paesi europei, e di fronte ai conseguenti costi delle pratiche, il cittadino rinuncia...
E così il Cittadino involontariamente si ritrova in un domino perverso che a cascata sottrae potere di spesa a progettisti, imprese, artigiani ed ... agli stessi Comuni. E di conseguenza non spende nei negozi, costretti in massa alla chiusura anche da politiche che hanno favorito solo i grossi patner finanziari e la grande distribuzione . La gente è sfiduciata, si deprime, i suicidi sono all’ordine del giorno, mai come ora tanti sono arrabbiati e tutto viene preso come un continuo sopruso.
Una situazione di grave emergenza.
Se si vuole evitare il collasso totale, tutti si devono rendere conto che bisogna fare qualche passo in più e prendere decisioni di emergenza, che bisogna assumersi le proprie responsabilità, cercare di uscire dall’egocentrismo ed aiutare il vivere agli altri, specie ai giovani, per garantire anche la propria sopravvivenza: é dovere etico di ognuno operare con efficienza per ridare fiducia, perché la crisi è morale e i problemi economici ne sono solo una delle gravissime conseguenze!
Vista la rara occasione di una Amministrazione Comunale Vittoriese con lo stesso segno contemporaneamente in Provincia ed in Regione, voglio provare a  sollecitarla ad iniziare a copiare la semplicità  di qualche piccolo comune veneto; intanto chiedo che rifletta su 2  semplici esempi la cui soluzione, con possibili correzioni di rotta, sarebbe foriera di positivi effetti sul morale di tutti gli operatori del settore edilizio in gravissima crisi:

  1. spesso pratiche evase dalla commissione integrata comunale attendono anche qualche mese solo perché l’esito venga comunicato, con ritardi nel completamento di pratiche per lavori anche esigui, ritardi nei pagamenti, ritardi negli inizi lavori, ritardi per il Comune nell’incasso degli oneri, quando non addirittura l’abbandono dell’iniziativa. Ma é proprio così difficile stare al passo dell’economia reale? Usare le mail?
  2. Gran parte del territorio vittoriese è stato, ahimè scelleratamente, assoggettato al parere paesaggistico regionale. Tutti ritengono importante proteggere immobili di pregio e scorci visuali nei centri storici; ma non trova giustificazione né condivisione che edifici senza valore in zone degradate da scempi passati e recenti siano soggetti a tali inutili defatiganti e costose pratiche paesaggistiche aggiuntive; né è giusto che interventi di valore architettonico debbano per forza essere negati sull’onda di un’imperante gusto del banale o della conservazione ad ogni costo per sola dignità di anzianità; basterebbe semplicemente “copiare” dalle esperienze di città come Berlino e Parigi; appare ancora meno giustificabile, e lo sostiene un insigne esperto come Giulio Volpe docente di diritto dell’immagine al Dams, che interventi minori di tinteggiatura, casette in legno, pompeiane, pergolati e modesti fabbricati di servizio, annessi e pertinenze in ambiti che, definire di valore paesaggistico é una presa in giro ( ad ad esempio il condominio quadrilatero ed altre realtà cittadine anche recenti, fatiscenti e/o pessimi esempi di qualità architettonica), siano assoggettati a tali ulteriori pratiche, ma la Norma  cita  che il parere paesaggistico è obbligatorio per i Comuni ma non vincolante. Dunque perché codesta Amministrazione,vicina alle elezioni, non inverte rotta e prova ad utilizzare in pienezza, a sostegno del cittadino, una norma appositamente prevista dal legislatore ? Con parere favorevole della obbligatoria commissione integrata comunale, almeno per gli interventi citati privati e commerciali/produttivi con rischio di perdite di incassi, perché, conscia di ben aver operato per la comunità ed il territorio, l’Amministrazione Comunale non rilascia i permessi nell’attesa di parere obbligatori ma non vincolanti? 

mercoledì 14 marzo 2012

la coesione

Esiste ancora una sovranità italiana, un governo nazionale o siamo già sottoposti a qualche sodalizio straniero che, facendocela vedere peggio di quanto è e mostrando disponibilità, intende acquisire gratis e senza colpo ferire l’Italia,?( fondamentale e sempre cercato sbocco sul mediterraneo…)
Siamo attualmente sottoposti ad un regime democratico.
Mussolini, lo statista più geniale che l’Italia possa annoverare, istituì per aiutare la Gente mutue, pensioni, dopo lavoro, maternità ed infanzia, opera nazionale balilla con grande impulso alla scuola, l’IRI per creare lavoro nel nostro paese, la Confederazione Nazionale delle Corporazioni e faceva approvare la Carta del Lavoro.
Tutto oggi in discussione e con futuro assai nebuloso, si sente persino parlare di polizze assicurative per coprire la perdita del lavoro.
Governi centrali e locali per lo più in mano a banche assicurazioni e mafie hanno sottoposto il popolo a controlli e vessazioni, con tassazioni sempre maggiori per i redditi più piccoli, con “bartoei” in burocrazia, economia e persino sulle strade per far cassa, ed ora, per cercare di colmare parte della voragine, hanno solo aumentato le vessazioni di popolo e piccola residua borghesia, ma nulla stanno facendo per sanare una straripante spesa pubblica fuori controllo in cambio di un servizio inefficiente, arrogante e in tempi indeterminati. E dopo i salassi già in atto, dopo aver rassicurato che non ci saranno altri sacrifici, si mormora di una “patrimoniale”.
Sono arrivati a mettere le mani nei nostri soldi regionali per dirottarli ancora verso aree endemiche, segno che la Mafia è tornata potente. Chi ci rassicura che non verranno a svuotare anche i nostri risparmi? Cosa ancora ci si può aspettare da un neo centralismo bancario di stampo capital cinese?
Distrutta la Destra storica grazie all’infiltrato Fini, si approntano a distruggere la Lega, forza politica non allineata ma a rischio per gestioni dirigiste ed a volte carenti, rimproverando Bossi per le sue espressioni. Ma Bossi ha manifestato il pensiero di tanti veneti e di tanti Italiani.
La neo “ministra” esorta alla moderazione perché é indispensabile la coesione del Paese.
Condivisibile, ma forse la coesione del Paese si può ottenere dopo decenni di parassitismo ed esasperato garantismo, di governi che hanno solo pensato a rubare a chi lavora per dare a chi non fa niente delinque e ruba, di progressiva eliminazione dei Piccoli a favore del grande mercato del lavoro, di istituti bancari che hanno piazzato ai piccoli risparmiatori quote fallimentari Cirio e Parmalat per salvare i loro soci e padroni, aumentando tasse già esuberanti sui nuovi poveri e su chi lavora specie nel privato ? Forse la Coesione Sociale si ottiene con la propaganda contro l’evasore fiscale, quotidiana istigazione alla delazione un numero indefinito di imbecilli teleguidati a denunciare per un mancato scontrino la fallimentare bottega sottocasa, tenuta in piedi da anziani come unica fonte di sopravvivenza nonostante i centri commerciali o riaperta da giovani coraggiosi? Mentre i veri evasori, i veri truffatori e ladri, i veri responsabili che nessuno si sogna di toccare da tempo hanno portato i loro tesori nei paradisi fiscali, mentre dirigenti pubblici hanno fatto miliardi vendendo sangue infetto, mentre politici corrotti incassano tangenti oltre a stipendi inimmaginabili, mentre primari fanno pagare due volte interventi, mentre la mafia controlla giri miliardari di droga prostituzione, immondizie ed appalti?
Ecco perché non crediamo siano più da votare quei partiti che, esautorati di fatto con un colpo di stato dai poteri forti, si preoccupano solo della nuova legge elettorale.
Intanto, per riunire il gregge, dai giornali si paventa la rinascita della fenice dell’‘eversione terroristica, motivo di distrazione o anche forse reale possibilità che certe frange estreme, da cui la sinistra al potere non ha mai davvero preso le distanze se pure non se ne é servita, possano approfittare per riproporre in Italia un dopo Monti di modello centralista in moderna affaristica chiave postcomunista, a definitiva cassazione di qualunque futura velleità di destra sociale e con tumulazione del Popolo Sovrano ?
Non sappiamo più cosa aspettarci visto che pare non esistano più limiti di legge, giustizia né tantomeno di coscienza. Preghiamo perché la Madonna ci aiuti e ci mandi persone capaci, di coscienza e coraggiose a proteggere il Popolo dallo strapotere dei Potenti.