mercoledì 10 aprile 2013

Il settore edilizia sta per essere ucciso dalla crisi e dalla burocrazia.
Una miriade di leggi, regolamenti, circolari esplicative, la non chiarezza endemica di tutto il substrato normativo motivano sempre più funzionari, nella miriade di Enti che troppo spesso si smentiscono nella gestione pubblica, a non assumersi alcuna responsabilità, a dire intanto di no, a chiedere sempre ulteriori carte e pareri. Il Predominio della carta al macero sulla Sostanza: a ciò hanno condotto questa Nazione, specie al Nord, la cosiddetta “responsabilizzazione” del Pubblico, le varie “semplificazioni”, i “testi unici” disattesi; tentativi abortiti di risanamento di un apparato pubblico,con energie  trascurati se non allineate, per lo più ingessato e supino a lobbyes politico/economiche. 
Troppi enti e piani di gestione e cosiddetta tutela del territorio, spesso inattendibili perché redatti con superficiale conoscenza dei luoghi, prodotti pedissequamente a tavolino su ordinazione, hanno vessato ed impedito l’esercizio del sacrosanto diritto dei cittadini sulle loro cose, su interventi minori e di minimale impatto; con il risultato paradossale di favorire comitati d’affari spesso in collusione politica e mafiosa.
Troppe volte il semplice Cittadino deve ricorrere al legale per sua tutela; troppo spesso, di fronte a tempistiche sproporzionate ed inconcepibili in altri paesi europei, e di fronte ai conseguenti costi delle pratiche, il cittadino rinuncia...
E così il Cittadino involontariamente si ritrova in un domino perverso che a cascata sottrae potere di spesa a progettisti, imprese, artigiani ed ... agli stessi Comuni. E di conseguenza non spende nei negozi, costretti in massa alla chiusura anche da politiche che hanno favorito solo i grossi patner finanziari e la grande distribuzione . La gente è sfiduciata, si deprime, i suicidi sono all’ordine del giorno, mai come ora tanti sono arrabbiati e tutto viene preso come un continuo sopruso.
Una situazione di grave emergenza.
Se si vuole evitare il collasso totale, tutti si devono rendere conto che bisogna fare qualche passo in più e prendere decisioni di emergenza, che bisogna assumersi le proprie responsabilità, cercare di uscire dall’egocentrismo ed aiutare il vivere agli altri, specie ai giovani, per garantire anche la propria sopravvivenza: é dovere etico di ognuno operare con efficienza per ridare fiducia, perché la crisi è morale e i problemi economici ne sono solo una delle gravissime conseguenze!
Vista la rara occasione di una Amministrazione Comunale Vittoriese con lo stesso segno contemporaneamente in Provincia ed in Regione, voglio provare a  sollecitarla ad iniziare a copiare la semplicità  di qualche piccolo comune veneto; intanto chiedo che rifletta su 2  semplici esempi la cui soluzione, con possibili correzioni di rotta, sarebbe foriera di positivi effetti sul morale di tutti gli operatori del settore edilizio in gravissima crisi:

  1. spesso pratiche evase dalla commissione integrata comunale attendono anche qualche mese solo perché l’esito venga comunicato, con ritardi nel completamento di pratiche per lavori anche esigui, ritardi nei pagamenti, ritardi negli inizi lavori, ritardi per il Comune nell’incasso degli oneri, quando non addirittura l’abbandono dell’iniziativa. Ma é proprio così difficile stare al passo dell’economia reale? Usare le mail?
  2. Gran parte del territorio vittoriese è stato, ahimè scelleratamente, assoggettato al parere paesaggistico regionale. Tutti ritengono importante proteggere immobili di pregio e scorci visuali nei centri storici; ma non trova giustificazione né condivisione che edifici senza valore in zone degradate da scempi passati e recenti siano soggetti a tali inutili defatiganti e costose pratiche paesaggistiche aggiuntive; né è giusto che interventi di valore architettonico debbano per forza essere negati sull’onda di un’imperante gusto del banale o della conservazione ad ogni costo per sola dignità di anzianità; basterebbe semplicemente “copiare” dalle esperienze di città come Berlino e Parigi; appare ancora meno giustificabile, e lo sostiene un insigne esperto come Giulio Volpe docente di diritto dell’immagine al Dams, che interventi minori di tinteggiatura, casette in legno, pompeiane, pergolati e modesti fabbricati di servizio, annessi e pertinenze in ambiti che, definire di valore paesaggistico é una presa in giro ( ad ad esempio il condominio quadrilatero ed altre realtà cittadine anche recenti, fatiscenti e/o pessimi esempi di qualità architettonica), siano assoggettati a tali ulteriori pratiche, ma la Norma  cita  che il parere paesaggistico è obbligatorio per i Comuni ma non vincolante. Dunque perché codesta Amministrazione,vicina alle elezioni, non inverte rotta e prova ad utilizzare in pienezza, a sostegno del cittadino, una norma appositamente prevista dal legislatore ? Con parere favorevole della obbligatoria commissione integrata comunale, almeno per gli interventi citati privati e commerciali/produttivi con rischio di perdite di incassi, perché, conscia di ben aver operato per la comunità ed il territorio, l’Amministrazione Comunale non rilascia i permessi nell’attesa di parere obbligatori ma non vincolanti? 

mercoledì 14 marzo 2012

la coesione

Esiste ancora una sovranità italiana, un governo nazionale o siamo già sottoposti a qualche sodalizio straniero che, facendocela vedere peggio di quanto è e mostrando disponibilità, intende acquisire gratis e senza colpo ferire l’Italia,?( fondamentale e sempre cercato sbocco sul mediterraneo…)
Siamo attualmente sottoposti ad un regime democratico.
Mussolini, lo statista più geniale che l’Italia possa annoverare, istituì per aiutare la Gente mutue, pensioni, dopo lavoro, maternità ed infanzia, opera nazionale balilla con grande impulso alla scuola, l’IRI per creare lavoro nel nostro paese, la Confederazione Nazionale delle Corporazioni e faceva approvare la Carta del Lavoro.
Tutto oggi in discussione e con futuro assai nebuloso, si sente persino parlare di polizze assicurative per coprire la perdita del lavoro.
Governi centrali e locali per lo più in mano a banche assicurazioni e mafie hanno sottoposto il popolo a controlli e vessazioni, con tassazioni sempre maggiori per i redditi più piccoli, con “bartoei” in burocrazia, economia e persino sulle strade per far cassa, ed ora, per cercare di colmare parte della voragine, hanno solo aumentato le vessazioni di popolo e piccola residua borghesia, ma nulla stanno facendo per sanare una straripante spesa pubblica fuori controllo in cambio di un servizio inefficiente, arrogante e in tempi indeterminati. E dopo i salassi già in atto, dopo aver rassicurato che non ci saranno altri sacrifici, si mormora di una “patrimoniale”.
Sono arrivati a mettere le mani nei nostri soldi regionali per dirottarli ancora verso aree endemiche, segno che la Mafia è tornata potente. Chi ci rassicura che non verranno a svuotare anche i nostri risparmi? Cosa ancora ci si può aspettare da un neo centralismo bancario di stampo capital cinese?
Distrutta la Destra storica grazie all’infiltrato Fini, si approntano a distruggere la Lega, forza politica non allineata ma a rischio per gestioni dirigiste ed a volte carenti, rimproverando Bossi per le sue espressioni. Ma Bossi ha manifestato il pensiero di tanti veneti e di tanti Italiani.
La neo “ministra” esorta alla moderazione perché é indispensabile la coesione del Paese.
Condivisibile, ma forse la coesione del Paese si può ottenere dopo decenni di parassitismo ed esasperato garantismo, di governi che hanno solo pensato a rubare a chi lavora per dare a chi non fa niente delinque e ruba, di progressiva eliminazione dei Piccoli a favore del grande mercato del lavoro, di istituti bancari che hanno piazzato ai piccoli risparmiatori quote fallimentari Cirio e Parmalat per salvare i loro soci e padroni, aumentando tasse già esuberanti sui nuovi poveri e su chi lavora specie nel privato ? Forse la Coesione Sociale si ottiene con la propaganda contro l’evasore fiscale, quotidiana istigazione alla delazione un numero indefinito di imbecilli teleguidati a denunciare per un mancato scontrino la fallimentare bottega sottocasa, tenuta in piedi da anziani come unica fonte di sopravvivenza nonostante i centri commerciali o riaperta da giovani coraggiosi? Mentre i veri evasori, i veri truffatori e ladri, i veri responsabili che nessuno si sogna di toccare da tempo hanno portato i loro tesori nei paradisi fiscali, mentre dirigenti pubblici hanno fatto miliardi vendendo sangue infetto, mentre politici corrotti incassano tangenti oltre a stipendi inimmaginabili, mentre primari fanno pagare due volte interventi, mentre la mafia controlla giri miliardari di droga prostituzione, immondizie ed appalti?
Ecco perché non crediamo siano più da votare quei partiti che, esautorati di fatto con un colpo di stato dai poteri forti, si preoccupano solo della nuova legge elettorale.
Intanto, per riunire il gregge, dai giornali si paventa la rinascita della fenice dell’‘eversione terroristica, motivo di distrazione o anche forse reale possibilità che certe frange estreme, da cui la sinistra al potere non ha mai davvero preso le distanze se pure non se ne é servita, possano approfittare per riproporre in Italia un dopo Monti di modello centralista in moderna affaristica chiave postcomunista, a definitiva cassazione di qualunque futura velleità di destra sociale e con tumulazione del Popolo Sovrano ?
Non sappiamo più cosa aspettarci visto che pare non esistano più limiti di legge, giustizia né tantomeno di coscienza. Preghiamo perché la Madonna ci aiuti e ci mandi persone capaci, di coscienza e coraggiose a proteggere il Popolo dallo strapotere dei Potenti.

venerdì 13 gennaio 2012

2012 1 13 Comportamenti sbagliati

Ritengo fattrici di ingiustizia l’ignoranza, l’imbecillità, la superbia, l’invidia, la viltà e la faziosità; fattrici sempre incinte in questa stagione...
2 notizie del Gazzettino di oggi ne sono esempi:
l’aeronautica militare, nel libro che celebra il centenario dell’aeroporto di Aviano, si “dimentica” della Strage del Cermis in cui perirono 20 persone nella cabina abbattuta da un aereo militare americano;
alla morte di Pietro Salviotti (giudice capo del pool antiterrorismo di Roma e che aveva fatto arrestare altro leader di Casa Pound per l’aggressione di 4 militanti del PD) il Leader di Casa Pound esulta; il procuratore reggente ha aperto un’inchiesta per istigazione a delinquere.
Nel primo esempio si omette un fatto gravissimo e tutt’ora assai imbarazzante, che si aggiunge alla tristissima vicenda di Ustica, visti i risultati, ed ennesimo esempio di una Storia scritta dal potere.
Nel 2° esempio un militante di una Destra fa un commento idiota ed inutile alla morte di un giudice e la giustizia si muove.
Riguardo al 1° esempio, mi vengono in mente i morti delle foibe e delle esecuzioni sommarie della nostra guerra civile ed i combattenti della RSI, tutti Italiani, che dopo oltre 60 anni giacciono dimenticati quando non oltraggiati.
Riguardo al 2° esempio, ritengo che esultare per la morte di una persona possa far parte solo del costume di chi non ha fede, crede nella vendetta e ricerca una qualche forma di rivalsa e, quindi, appartiene alla folta schiera degli imbecilli il cui peso fa girare il Mondo su un asse inclinato.
Personalmente ho fede, reputo la vendetta figlia dell’odio e, mentre cerco di passare la mia modesta vita ad occhi aperti, spero nell’aiuto di Nostra Signora.
Mi tornano alla mente gli auguri di morte al loro Nemico Politico di noti elementi di sinistra dei centri sociali e non, dopo l’attentato a Berlusconi ed i commenti minimizzanti.
Con nessuno di questi comportamenti si aiuta questo Paese a rimettersi in carreggiata.

Governo di Emergenza

Dopo decenni di mangerie la resa dei conti, un “Governo Tecnico” e 3 ministri provenienti dai Poteri Bancari globalizzati, con un “Colpo di Stato”, marcato franco tedesco sentendo i media; avevano tentato con ogni mezzo di eliminare Berlusconi, con il conflitto di interessi, con la persecuzione giudiziaria; ora “giustizia è fatta”, finalmente l’Italia è al suo posto, a Terra, dove seguendo il solito copione i Poteri Forti Globali e le Mafie nazionali la vogliono! Ma lo spread non cambia, anzi peggiora; nel “Governo Tecnico” c’è un ministro cui nessuno chiede conto del conflitto di interessi; i titoli di grossi gruppi bancari nazionali sembrano in sofferenza.

Un Governo di Emergenza, conscio delle richieste di giustizia sociale di un Nordest produttivo, doveva dare l’esempio e primariamente intervenire sui Privilegi di Caste e regionalmente su spese pubbliche fuori controllo; su base nazionale con risparmio energetico, drastica semplificazione burocratica e incentivazione al credito alle imprese serie per il recupero produttivo; sul futuro dei Giovani completando una riforma scolastica selettiva e meritocratica con incentivi detassazioni e assegnazioni di posti di lavoro agli studenti meritevoli; andare incontro alla famiglia come base sociale e produttiva, alle piccole e medie imprese, ed ai cervelli che hanno reso grande questa Nazione e sempre tenuto i loro introiti in Italia.
I nuovi governatori, che sembra ignorino chi mantiene in piedi questo Paese, pare stiano proseguendo la solita “sinistra” utopia di uccidere i piccoli a vantaggio della Grande Impresa, del Grande Mercato e delle Multinazionali dei Servizi, bengodi di Sindacati Partiti e loro ometti, e fino ad ora, a parte mediatici interventi, hanno mostrano di saper trovare ancora nuove gabelle per i soliti tartassati, famiglie impoverite piccoli e medi imprenditori artigiani commercianti e professionisti, talmente depressi al punto di suicidarsi.
Hanno resi obbligatori carte di credito e conti correnti controllati anche per i pensionati, con una pensata che potrebbe tradursi in ulteriore danno per le banche, perché i tantissimi piccoli “evasori minori”, che arrotondano stipendietti o pensionette con piccoli extra, rimetteranno i soldini sotto il materasso o smetteranno di fare lavoretti necessari a prezzi accessibili alla Gente.
Intendono liberalizzare gli orari che solo i grandi centri commerciali potranno sostenere, liberalizzare i benzinai a vendere di tutto, con conseguente genocidio del piccolo commercio.
Danno giuste lezioni sul risparmio d’acqua ad un Popolo educato allo spreco, probabilmente per aiutare chi capisce l’antifona ad affrontare il sopravvenente lungo periodo di forzata morigeratezza; ma ciò non “quadra” con la ripresa di produzione e consumi in cui Tanti contano; forse bisognerebbe aver ben chiaro un nuovo modello di società e riuscire a condividerlo con i Più!
In un periodo in cui ogni Nazione dovrebbe cercare nella coesione sociale il “motore” della ripresa, si sono riaccesi odi di classe e tra persone, tra nord e sud, mentre una nuova schiavitù, l’inesorabile Coltre Oscura di chi ha tanti Soldi, sta ricoprendo un povero MONDO, in cui cervello coraggio ed intraprendenza sono rari depressi e confinati come ai tempi dell’inquisizione.
Quando anni fa la Lega aveva unito uomini di centro, destra e sinistra, in tanti avevano sperato in un nuovo rinascimento, ma poi ….
Il Sindaco Da Re ed altri Sindaci Veneti dicono che si opporranno al pagamento dell’ICI sulla prima casa: per riuscirci dovrebbero prendere sul loro partito ogni conseguenza; ma succederà come ai tempi della minacciata rivolta fiscale…
A Noi non basta! A Noi ormai servono nuovi Robin Hood…
Questa volta davvero Zaia ed i Sindaci Veneti di coraggio trovino il modo, al di là di demagogiche promesse, di dare un segnale pacifico ma forte del Veneto; e visto che la nuova inquisizione fiscale cerca gli evasori, cerchino e trovino un modo per tassare le prostitute e i loro magnaccia, altro che spostarle da una strada all’altra, multare i clienti o altre trovate ipocrite senza alcun senso né risultato… mentre poveri pensionati si trovano ridotti sotto il minimo vitale!
Politici Veri, esempi di moralità, dovrebbero raccogliere la frustrazione della Gente e condividerne la sorte prendendone su di sé anche i rischi; guidare la Gente nei sacrifici, proteggerla da soprusi per far cassa, mirando alla giustizia sociale non alla vendetta; tanta Gente li appoggerebbe pacificamente, anche al di là delle proprie appartenenze partitiche.

lunedì 26 settembre 2011

Attacco ANPI a Sindaci leghisti

Fa un po’ sorridere che, in Cansiglio, ad un raduno dell’ANPI un focoso gruppo di Rifondazione Comunista, quest’anno in compagnia anche di Partigiani Titini…, contesti sindaci leghisti come Zardet e Toni Da Re, figlio di un partigiano che combatté proprio in Cansiglio, al punto da far intervenire le Forze dell’Ordine presenti, e dimostra che i tempi sono proprio cambiati.
La motivazione ufficiale, che mimetizza il contrasto tra comunisti e leghisti, è che da qualche anno Zardet permette a Revine il Raduno degli Skin; e per di più “Continuità Ideale” ha osato rispondere con volantini.
A distanza di oltre 60 anni dalla sanguinosa conclusione in guerra civile della 2° guerra mondiale continua la Vulgata dei vincitori contro i vinti. La Storia, comunque, sta facendo il suo corso smitizzando le versioni delle Parti, specie quella dei Vincitori.
Poche persone in età si interessano a questi temi, poiché l’incertezza del lavoro, i costi del vivere incontrollati da Governi che chiedono sempre più senza garantire lavoro, meritocrazia, giustizia sociale, tranquillità e sicurezza neppure a casa propria, attanagliano quotidianamente ed ogni anno di più la maggior parte delle persone in età lavorativa negando un benessere creduto acquisito e prospettive.
Per la gente che lavora l’attuale situazione economica e sociale é il frutto del malgoverno di decenni di classi politiche, che hanno provocato un debito pubblico tale da minare il futuro degli Italiani; che per decenni hanno continuato a sperperare e creare posti di lavoro insostenibili al solo scopo di alimentare privilegi di caste e personali; che hanno strumentalizzato ad orologeria le divisioni per celare le loro gravissime colpe ed inefficienze e raccogliere voti; che hanno lasciato padrona dei poteri una Burocrazia ipertrofica ed inefficiente che ostacola lo sviluppo; che spesso hanno colluso con la mafia; che hanno costruito classi di cosiddetti storici ed esperti in ogni scibile di soli meriti politici, al solo fine di discriminare, chiudere in un angolo, gli intellettuali, l’intellighenzia, le menti pensanti nel Paese non schierati a sinistra, con conseguente distruzione della Scuola e dei Valori tradizionali. Politici che, per loro tornaconto, hanno ostacolato ogni tentativo di pacificazione nazionale, unica via per la ricostruzione dello Stato, per riunire e rendere socialmente ed economicamente forte il nostro Paese; politici che mentre spingevano gli Italiani, contro il loro atavico senso del risparmio, al consumismo lasciavano una certa Sinistra operare indisturbata nelle scuole e nel lavoro verso la distruzione sistematica nelle masse del senso di unità nazionale, di Patria, per annettere il Paese al Blocco Comunista; altro che ricerca di democrazia ! Nessuno di codesti politici può permettersi dunque di offendere i militi della Repubblica Sociale che giovanissimi si arruolarono per motivazioni di onore ben consci che la guerra e le loro stesse vite erano perse!
La gente non ama sentirne parlare, ma non ha dimenticato le foibe e le fosse comuni con migliaia di persone trucidate, né donne bambini vecchi ed intere famiglie troppo spesso distrutte dai Partigiani Comunisti per odi personali o per appropriarsene dei Beni, né la passione di Trieste, né l’ambulanza che a Vittorio Veneto continuò a prelevare prigionieri dalla Caserma Gotti per condurli con l’inganno in Cansiglio o negli altri luoghi delle esecuzioni, né le persecuzioni continuate anche nel dopoguerra.
Ordunque, dopo tanto tempo passato, entrambe le Parti dovrebbero con maturità, onestà e senso di responsabilità superare il ricordo di tali atrocità, superare il passato per guardare al futuro.
TUTTI gli uomini onesti si rendono infatti conto che devono impegnarsi per far superare la Crisi al Paese, per dare ai loro figli un futuro nel Paese! Non è più tempo di ascoltare ancora le spinte di Poteri Stranieri che ci vogliono divisi poiché temono la concorrenza di un’ITALIA culturalmente ed economicamente forte, né quelle rovinose di istigatori all’odio locali.
Basta odi e divisioni ! E Le Parti ancora viventi si limitino a ritrovarsi a ricordare, assopendo gli odi se non riescono a riappacificarsi; ma senza la presunzione di contare ancora qualcosa nella vita e nel futuro dell’Italia dei Giovani, se non riescono a rendersi finalmente conto di ciò.

giovedì 15 settembre 2011

eliminazione provincie e regioni autonome ed altro

Mi capita di confrontarmi con giovani studenti e impiegati: questa Italia di Vecchi cassa subito le loro opinioni ed idee mentre, personalmente e fatte le solite debite esclusioni, ne ho un’impressione generale di serio impegno, minato però dalla insicurezza dell’età aggravata dalla delusione verso ogni schieramento politico e dalla carenza di prospettive.
Al contrario di una massa di coetanei, e non, che cerca il lavoro facile (quando lo cerca) senza responsabilità, i cittadini consapevoli di ogni età, specie i giovani seri, vorrebbero un avvenire migliore governato da precise regole di impegno, efficienza, etica e meritocrazia; e la preoccupazione proviene dalla sensazione che chi Ci amministra a tutti i livelli non abbia appieno compreso la gravità del momento e giochi col fuoco sulla pelle delle persone o, peggio, che si faccia solo i fatti suoi.
E così si continua a chieder conto, a Berlusconi, di escort e faccende personali, invece che della promessa seria riduzione dei Costi della Politica e di una concreta svolta nell’Efficienza e nei Costi della Pubblica Amministrazione: solo con un forte esempio dall’Alto si possono chiedere sacrifici a Tutti.
Certo riformare l’Italia, con un’opposizione faziosa e strumentalizzatrice rinfrancata da Poteri Estranei che hanno ogni interesse a portarci al fallimento, è opera da eroi e martiri, ma ci si aspettava di più; il crollo delle Torri Gemelle e della Finanza occidentale, la crisi generale ed i problemi di governabilità hanno fortemente inceppato i delicati equilibri, ma non possono giustificare approssimazioni ed inefficienze.
Le opposizioni si trastullano con la riproposizione di inefficienti ricette sessantottine, corresponsabili della perdita di qualità e competitività e del Debito Pubblico, e chiedono le dimissioni subito del Governo, contro ogni regola di Democrazia e senza produrre un’alternativa credibile; sono distinte, ma temporaneamente disponibili ad aggregazioni di convenienza con Parti vicine alla Maggioranza, ed in questa parodia di democrazia cercano di sopravvivere Partitini da “zero virgola” ove ambizioni personali, voglia di visibilità, ricerca di un reddito la fanno da padrone.
In piena crisi economica e di sistema la CGL porta in piazza una parte dei lavoratori, per mostrare i muscoli, altri cercano la violenza di piazza; una strategia nota e perciò oggi compresa.
Il Governo tenta di sopprimere le Provincie ed altri enti suppletivi, ma chi ci sta dentro, leggo, cerca invece di farle resuscitare con altro Nome! Se è vero, come non pensare ad interessi personali e di casta? Si mettano questi signori a far politica con stipendio doveri e privilegi di un impiegato e vedremo in quanti si ricandideranno!
Mi capita di lavorare in Friuli: uffici efficienti con personale volto alla semplificazione burocratica, tempistiche umane e rapporti civili; e, leggo, il Coordinatore del PDL Veneto vorrebbe, attraverso il Federalismo, togliere i “privilegi” alle Regioni Autonome, per rendere il Friuli uguale allo scarsamente efficiente e scandalosamente burocratizzato Veneto invece di fare l’opposto !
In alcune scuole sono riapparsi i cartelli che chiedono una scuola più efficiente con un numero inferiore di alunni: mio nonno insegnava ad oltre 35 alunni ed è ancora ricordato per la sua capacità e passione, a dimostrazione che l’efficienza nella scuola non dipende dal numero degli alunni né dal mansionario sindacale, ma da preparazione, passione ed impegno degli insegnanti, da un Ordinamento Meritocratico con facilitazioni e detassazioni per studenti particolarmente meritevoli, e dalla responsabile collaborazione della Famiglia. Basta dunque con slogan che nulla hanno a che vedere con gli interessi degli alunni.
Non è più ora di utopie, di faziosità, di strumentalizzazioni di parte; è ora di sedersi intorno ad un tavolo, tutti consapevoli degli errori commessi da ogni Parte, per cercare di salvare la Barca. Non lo vogliamo fare per noi, facciamolo per i nostri figli! E torniamo ad ascoltare i giovani: idee fresche verificate e irregimentate dall’esperienza potrebbero fare la differenza, e questo i Paesi emergenti l’hanno capito.

venerdì 1 luglio 2011

ATM post Scissione

La scissione è già stata operata: ATM trasporti è ora una realtà nuova, un soggetto diverso: se però non avverrà al più presto la tanto conclamata FUSIONE delle 4 aziende pubbliche della provincia, certo ATM trasporti e le altre tre aziende di TPL in breve tempo si troveranno seriamente inguaiate.

La Regione ha infatti deliberato contributi per il trasporto pubblico (sempre proporzionati ai Km annui percorsi) di ca. il 10% inferiori a quelli usuali.

Atm e le atre ditte di trasporto pubblico hanno due soli introiti: i biglietti e, soprattutto, il contributo regionale, senza il quale le aziende muoiono! I costi, specie dei carburanti, sono in continuo aumento, con un aggravio di ben oltre 50.000 €/anno ed i conti si fanno carta e penna, non con le chiacchiere.

Nel caso di ATM che, pur non trascurando il continuo aggiornamento del parco macchine, da vari anni ha sempre avuto un bilancio in attivo, tra i 50.000 ed i 100.000 €, vorrà dire introitare spannometricamente più di 200.000 €/anno in meno e quindi precipitare nel baratro di un bilancio in rosso di almeno 150.000 € per ogni anno…

C’é poco da pensare a strategie e politiche aziendali, certo non si può “moltiplicare” il costo dei biglietti (sarebbe comunque un palliativo visto che la maggioranza dei trasportati viaggia con abbonamenti agevolati …); anche se qualche cosa di palliativo si potrebbe ricavare, se si riuscirà ad incrementarlo, dal trasporto di comitive.

Se quindi i contributi non ritorneranno ad affluire con normale importo, prepariamoci a considerare che potrebbe rendersi necessario razionalizzare strettamente l servizi in ogni città; che, in parole povere ma concrete, potrebbe significare severi tagli alle corse e… ovviamente, anche se oggi si garantisce a parole il contrario, sensibili riduzioni del personale. Speriamo che non si debba arrivare a ciò, ma cominciamo a preoccuparci oggi per non dover piangere domani !

Tutti speriamo che la congiuntura economica, di Stato e Regioni, migliori (anche se ci crediamo poco… visto che nessuno pensa di ridurre dall’alto prebende e privilegi…) altrimenti i guai diventeranno veramente seri! Ma non solo per il TPL…

Al consiglio comunale di giovedì sera ho rilevato la la solita miopia di troppi politici vittoriesi, sia di maggioranza che di opposizione: sentita la situazione e le solite promesse verbali l’unica richiesta avanzata è stata:

“ che , dopo la fusione in un unico soggetto provinciale, restino a Vittorio almeno i servizi ausiliari”.

Il solito belato… che ci ha fatto perdere negli anni quasi tutte le nostre eccellenze!

Ma ci rendiamo conto che per salvaguardare la vita a Vittorio, per essere sicuri di poter tutelare i nostri trasporti pubblici, almeno uno dei membri del nuovo Consiglio di Amministrazione della nuova Società Unica Provinciale dovrà essere un vittoriese? E visto che ATM è risultata concretamente l'azienda più sana (anche se non nel parere di chi ha valutato le società confluenti secondo solo certi parametri) dovrebbe poter essere adeguatamente rappresentata da più figure; oppure dovrebbe avere la Presidenza; ed ATM in questi ultimi anni ha dimostrato di saper scegliere un consiglio di amministrazione coordinato da un presidente di ineccepibile competenza e da un dirigente attento e disponibile.

mercoledì 9 marzo 2011

Italia Unita

In questo ultimo periodo si è riacceso il senso per l’Unità d’Italia e le forze politiche si scontrano sul tema.

Dopo anni di dimenticatoio, dopo anni in cui l’Inno di Mameli era stato eliminato persino dalle scuole, dopo anni passati a identificare l’Inno ed ogni senso patriottico come negativa tendenza militaristica da cancellare, dopo anni di sparizione del Tricolore persino dagli uffici pubblici e dalle piazze, dopo che qualcuno come il sottoscritto nel 1996 lo fece reintrodurre nel suo comune costretto però a chiedere il parere del consiglio comunale perché potesse essere esposto pubblicamente, proprio da coloro che per decenni avrebbero voluto sostituire il Tricolore con la bandiera rossa sovietica, e che non volevano più neppure il Crocefisso, si torna a conclamare ipocritamente il Tricolore, a cantare l’Inno di Mameli nonostante le figure fatte persino con le nostre nazionali sportive che non lo sapevano cantare, a voler festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia con una specifica giornata di festa.

E ciò avviene proprio, guarda caso, in concomitanza con il periodo in cui si discute di federalismo. Forse che si ha paura di perdere il fiume di denaro che dal nord produttivo e servo del lavoro continua ancora a scorrere verso le regioni fannullone e sperperatrici dell’Italia e, con esso, la possibilità di raccogliere ancora consensi elettorali ? Quel fiume di denaro che permette di tenere aperti ospedali non funzionali, che permette di acquistare nuovi un numero enorme di camion della spazzatura e di avere sul libro paga centinaia di netturbini nullafacenti per poi dover chiamare lo Stato a sgomberare città immerse nei rifiuti, che permette di avere sul libro paga tanti forestali quanti gli alberi della Sila, per dare la pensione a tanti falsi invalidi, etc. etc.

Quale ipocrisia opportunistica uscente da tali bocche che prima hanno cercato di rendere schiava di un'altra potenza questa Patria e poi per anni hanno fatto di tutto per distruggere nel popolo il senso di Patria e da anni sfruttano la parte del Paese che sgobba e viene tartassata, per arricchirsi e foraggiare mafia, ndrangheta e via discorrendo !

Dove Vive questa Unità, se non nella memoria degli ultimi anziani legati direttamente con cuore e spirito a questo Valore e di pochi veri Italiani sinceri, se c’è chi se ne frega quotidianamente delle leggi e chi invece le rispetta, dove c’è chi produce ricchezza e chi invece vive sulle sue spalle, dove c’è chi ha cercato in tutti i modi di far diventare questo paese un satellite dell’Unione Sovietica, dove i lavoratori dipendenti invidiano ed odiano chi imprende, dove se non la pensi in rosso sei fascista e non è peccato uccidere un fascista, dove i combattenti della Repubblica Sociale Italiana hanno trovato cancellato dal proprio foglio matricolare gli anni di guerra e partigiani slavi che hanno assalito ed umiliato Trieste ed infoibato migliaia di persone godono della pensione di guerra italiana, dove morti civili e militari della parte perdente della guerra civile dopo oltre 60 anni sono ancora considerati indegni persino di poter essere ricordati con una lapide ed una messa, dove finora il tricolore veniva tirato fuori solo nei mondiali calcio?

lunedì 7 marzo 2011

gogna mediatica

Trovo scandaloso che per disinformazione e/o malafede, attraverso i media, persone partiti e poteri riescano a far transitare notizie assolutamente non corrispondenti ai fatti, faziose o addirittura inventate, e penoso che siano creduti.

Studiosi di poco conto che si definiscono scienziati e dichiarano scoperte inesistenti, politici faziosi che denunciano persone e vicende senza alcun fondamento, aziende che comparano concorrenti quando non li denigrano pubblicamente, multinazionali della comunicazione che distruggono la NATURA mentre promuovono convegni ambientalistici, prelati che lanciano anatemi su personaggi pubblici scordando la sporcizia nascosta sotto troppe lorop vesti, insegnanti arruolati politicamente che mal-formano generazioni di menti giovani e indifese.

E tutto ciò ormai quotidianamente, senza che nessuno li sbugiardi in assenza di uno Stato che intervenga equamente a controllare ed a bloccare questi comportamenti ingiusti, per interessi di carriera, di potere politico, di potere economico e sempre comunque per inettitudine iniquità arroganza faziosità e prepotenza contro la “Giustizia”, intesa non come apparato giudiziario ma come principale esigenza morale, ormai sconosciuta ai più, causa gli “esempi” che da decenni son loro somministrati.

Al punto che si può gettare fango e merda attraverso giornali tv ed internet su qualsiasi persona scomoda, capace, pia, giusta, coraggiosa, rovinandone la fama, il lavoro, la vita: una vera e propria gogna mediatica in grado di distruggere persone e fatti di ostacolo a forti interessi; nel caso raro che emergesse la verità, semplicemente ritrattando qualche tempo dopo o semplicemente facendo finta di nulla.

Senza che mai nessuno intervenga, senza il controllo dello stato, senza il controllo responsabile di giornalisti seri, alla mercé di arrembanti cercatori di dicerie pronti a divulgare di tutto senza verificarne l’attendibilità o, peggio, di manipolatori di informazioni assoldati da una fazione; con il risultato che anche i semplici rapporti tra persone sono ormai corrosi, convinta com’è questa accolita di ignavi opportunisti che per loro ci sia l’impunità e che solo i puri ed i semplici abbiano da rimetterci, magari pesantemente, per dare l’esempio: l’esempio che solo potenti, paraculati e servi del potere dicono e fanno quello che vogliono.

Persino i processi si svolgono prima sui media e poi nella aule di giustizia a decretare la colpevolezza o l’innocenza prima che i tribunali si siano espressi, contro quel sacrosanto principio etico che dovrebbe salvaguardare i diritti dell’accusato fino alla sua condanna o assoluzione definitiva.

Sulle pagine di social network masse maligne incitano fino all’omicidio.

Siamo all’anticamera dei linciaggi in piazza: quanto manca perché si ritorni materialmente ai roghi, con masse di malati pronte ad assistervi se non addirittura a prenderne parte attiva?

E’ questo il progresso ?

Questi sono i veri scandali di decenni di decadenza morale, certo non quelli denunciati dal neopuritanesimo.

Non “è giunta l'ora della tua ira,
il tempo di giudicare i morti,
di dare la ricompensa ai tuoi servi,
ai profeti e ai santi e a quanti temono il tuo nome,
piccoli e grandi,
e di annientare coloro
che distruggono la terra" ?

l'esercito rosso

Come governare, dai Comitati di quartiere al Governo?

Dal 68 continua la formazione dell’ “esercito rosso”.

Schiere di persone mal-allevate e mal-educate dalla scuola elementare fino all’università, dalle fabbriche ai consigli di amministrazione, dai sindacati alla politica, dalle scuole agli uffici pubblici e delle grosse aziende private, in mezzo alle confraternite religiose, nelle associazioni, negli ospedali, nella magistratura, nelle forze di polizia; in comuni, provincie, regioni, governo; nel mondo dello spettacolo con la creazione di sempre nuovi miti trainanti, nel mondo dell’arte, nel mondo degli affari, nella mafia.

Una infiltrazione capillare, una tela di ragni.

Così se un sindaco di centrodestra va a governare un paese si trova comunque dirigenti e dipendenti che gli remano contro o, come minimo, non fanno nulla per aiutarlo a mantenere i suoi impegni, mentre l’opposizione perfettamente informata lo accusa di non saper fare nulla.

Un ingranaggio maligno che da un po’ comincia però ad incepparsi: o i ragni sono troppi e cominciano a mangiarsi tra di loro, oppure non si fan vedere da una base che li ha capiti e non li vuole più, a seconda di luoghi e situazioni.

Per loro tutti sono uguali, compagni (fuorché i membri dei Partiti che sono “più uguali”).

Per me tutti nasciamo uguali sotto il profilo dei diritti umani, ma profondamente diversi per capacità, propensioni culturali, aspetto fisico, e senso morale; quindi nati uguali, ci aspetta un cammino personale assai diverso in una Civiltà che deve premiare i più meritevoli senza dimenticare i diritti di alcuno e, soprattutto, non assegnando privilegi immeritati; lo studio dovrebbe essere gratuito fino ai massimi livelli per i più capaci e dovrebbe essere gratuito; l’assistenza sanitaria gratuita ed uguale per tutti per ogni tipo di malattia e comprendere le visite dei primari (non dovrebbero esistere le visite a pagamento); la pensione dovrebbe stare tra dei minimi vivibili e dei massimi non scandalosi (anche perché chi già ha tanto guadagnato con il suo lavoro può anche aver risparmiato ed accontentarsi, mentre il povero che ha sudato tutta la vita di lavoro deve almeno godere di una serena tranquillità, e chi ha avuto una vita media continuare ad avere un trattamento medio).

Comunque governano loro ! E, mentre operano contro i Cittadini per il solo interesse del partito, mentre procurano danni alla Comunità per abbattere il nemico, mentre allevano gruppi terroristici pronti a colpire, magari con supporto mafioso, Funzionari dello stato se i sistemi normali non sono più sufficienti, mentre agiscono per alimentare poteri economici di Parte, si autodefiniscono democratici ed accusano gli altri di sistemi dittatoriali e di fare interessi di Parte.

Personalmente sono sempre stato disposto ad accettare e sarei anche stato disposto ad accompagnarmi con persone di sinistra se le consideravo oneste intellettualmente, però non ne ho ancora trovate che farebbero, veramente, altrettanto con me!

La loro testa è rimasta quella dei tribunali politici garibaldini della guerra civile; il loro convincimento è di essere sempre i migliori, gli unici detentori della verità ed il loro metodo è sempre e comunque quello di abbattere il nemico anche fisicamente.

Il loro limite pauroso è l’arroganza di potere, l’incapacità a pensare concretamente, il destino di cercare di concretizzare le utopie, un cervello all’ammasso sempre pronto senza discutere a bere quanto gli viene versato .

La nostra diversità (tra quelli come me e loro, ed io certo non sono uomo di destra nel senso inteso dai più, ma mi reputo uomo di vera sinistra, quella Mussoliniana) non sta tanto nell’analisi quanto nella sintesi, nella filosofia pratica di intervento volta a cercare di ottenere più risultati minori che messi assieme migliorano il popolo, piuttosto che rincorrere invano quanto è materialmente impossibile ottenere, ma soprattutto nella filosofia dei piccoli passi, di rispettare quanto di buono sta nel passato e di introdurre le corrette integrazioni e modifiche di adeguamento ai tempi; certo non il loro metodo della sperimentazione che comporta instabilità ed incertezza, e l’uomo ha bisogno di certezze per “vivere”.

Fino ad ora l’accordo è stato praticamente irrealizzabile, non per me ma per la loro prevenzione.

Certo che chi va al governo anche di una piccola città, per poter governare deve togliere le deleghe ai funzionari che come minimo non vanno al suo passo e trovarsi validi rimpiazzi, senza perdere troppo tempo; o così o finirà in malo modo la sua breve carriera politica rischiando anche di rovinarsi un giudizio della gente costituito in anni di sacrificio.

La lotta è dura, siete avvertiti e non c’è spazio per i senza coglioni.