venerdì 16 maggio 2008

L'attività del demonio

Preoccupa il grave declino morale della nostra società: perversioni sessuali e criminali, prostituzione dilagante, assenza di principi ideali responsabilità e senso della realtà nei giovani, assassini e criminalità minorile in spaventoso aumento, droga e ogni mezzo chimico e non per rimbambirsi, il denaro ed il divertimento come unico motore di gente senza più famiglia né scopi.
Sembra impossibile, ma se ci guardiamo intorno vediamo tanta cattiveria; persino gli occhi di troppi ragazzini cittadini sono cambiati, occhi a-morali abituati ad ottenere sempre tutto senza rifiuti, diseducati da discorsi in casa e fuori casa improntati al solo soddifacimento di ogni desiderio e conditi da opportunismo, invidia e avidità di soldi.
Papa Benedetto XVI° , che a mio parere entrerà nella Storia come un grande Papa riformatore, nuova Coscienza di una Chiesa che si era persa insieme alla Società, carismatico esempio per tanti giovani preti, ci richiama ad una fede più salda e meno timorosa e ci parla della presenza forte del Diavolo, del Male.
E un legame sottile collega pedofilia a satanismo, perversioni ed orge sessuali alle messe nere (leggete “io vescovo esorcista” di Andrea Gemma), assoluto nichilismo all’opportunismo ed al materialismo, amoralità criminalità e sfruttamento degli altri alla mancanza assoluta di alcun faro nella vita; omosessualità, comunità allargate e fallimenti di troppe famiglie, basate su legami incoerenti, si collegano ad un avviato processo di sostituzione della "sacra" famiglia con coppie gay , con surrogati di richiamo ancestrale, tribale, magico: Male contro Bene.
Fin da subito una certa intellighenzia politica, vittima delle suggestioni d’oltre cortina, anticlericale arrogante ed oscurantista, ha mal visto, ha osteggiato questo Papa, cercando di insinuare il dubbio di sue simpatie per il Nazismo, chiamandolo irrispettosamente e con disprezzo “Ratzingher” senza “Papa”, per sminuirlo come se fosse il militante della parte avversa indegna di rispetto, e, secondo un copione che si ripete dagli anni ’60, continuando a definirlo nei “salotti buoni” un Papa reazionario non progressista; da schernire perché torna a parlare del demonio.
Ma basta guardarsi in giro per rammentarsi che Bene e male sono presenti: il male continua ad operare e certamente affascina i Più perché più comodo e connaturato alla natura egoista ed aggressiva del lupo umano; il Bene , pur costando sacrifici sempre più faticosi, ti riempe l'anima e ti aiuta nelle prove più difficili.
E’ sempre l’eterna questione del libero arbitrio, della scelta tra il sentiero tortuoso in ripida salita e l’autostrada in falsopiano: spetta solo a Te decidere e non puoi darne la colpa agli altri; di fronte alla vita si può essere soli come di fronte alla morte; io ho scelto di non sentirmi solo, ho scelto la Fede in Dio creatore del Cielo e dell'Universo.

Nuovo Governo

In queste elezioni il Popolo italiano ha dato un forte segnale che non potrà essere ignorato, ha prodotto con i suoi voti una vera Maggioranza di Governo.
Chi governa non avrà più giustificazioni se non si impegnerà, al massimo, per fare quanto promesso in campagna elettorale, con serietà e spirito di servizio.
Dovrà anche rifuggire dallo scontro con un’opposizione double-face, che da un lato si prepara a portare in piazza i soliti noti e, dall’altro, con democristiana serenità dichiara di aver accettato il voto, di aver capito gli errori.
Gli italiani si attendono molto rinnovamento morale e dell’efficienza delle istituzioni, con risparmi nei costi della politica e della macchina pubblica.
Una certa porzione si rende certamente conto che questo Governo non potrà fare miracoli, poiché dopo decenni di decadenza grave è difficilissimo reimpostare un rinnovamento dei costumi, ma sperano che almeno siano fissate le direttive ed i cardini per un nuovo corso della vita civile, sociale, politica ed economica; un’altra porzione manichea vuole invece tutto il cambiamento subito.
La situazione sociale è troppo compromessa per non capire che è ora di dare forti segnali di cambiamento.

lunedì 28 aprile 2008

28 Aprile Uccisione di Mussolini

Oggi è l’anniversario dell’uccisione di Benito Mussolini.

Ad oltre 60 anni di distanza sempre più persone lo ricordano, sempre più vogliono conoscere la verità su l’Uomo che senza ombra di dubbio è stato il nostro più grande statista ed uno dei più grandi della Storia moderna, sempre di più specie tra i giovani leggono libri e documenti che mai come in questi ultimi anni sono fioriti nell’editoria storica.
La Cultura ci insegna che col tempo la Storia e la Verità sgorgano incontenibili dai sigilli che gli uomini di parte hanno imposto con la ragione dei più forti: “Ve Victis” intimò Brenno nel 390 a.c. durante il Sacco di Roma quando pose sulla bilancia per pesare le 1000 libbre d’oro la sua spada”, ma Roma è certamente più ricordata di Brenno .
E così per decenni troppi opportunisti, fatto loro il magro carro dei pochi ed onesti Vincitori, hanno fatto come Brenno, hanno strumentalmente tenuto divisi con l’odio gli Italiani per celare pochezza di idee ed azioni: divide et impera !
Ma ora che questo Paese sta andando incontro ad una serissima crisi, ora che i nodi arrivano al pettine, ora che il lavoratore intravede la seria possibilità di tornare povero, di doversi pagare le cure mediche, di rimetterci la pensione, tutte istituzioni create dall’Uomo che oltre 80 anni fa voleva quell’autonomia economica ed energetica che chi poi ha governato non ha mai neppure cercato di realizzare rendendo questo paese schiavo del petrolio e del gas straniero, ora il Popolo ha cominciato a mettere in discussione la storia con cui è stato allevato ed i suoi “maestri” .
In Spagna c’è un cimitero dove giacciono morti comunisti e morti fascisti della guerra civile; in Italia si stenta a riconoscere il fatto della guerra civile, la maggior parte dei morti fascisti non ha avuto sepoltura e tutt’ora vengono disturbate, quando non vietate, cerimonie di suffragio nei luoghi delle stragi: un Paese diviso che solo se avrà la forza di ritrovare l’unità attraverso la cultura della pacificazione, del riconoscimento degli errori, del riconoscimento della Storia e dell’operato dell’Uomo per il Popolo senza mitizzarlo ma senza negarlo, del rispetto reciproco, di isolare i cattivi maestri e la schiera degli opportunisti prezzolati, solo così potrà anelare a ritrovare un nuovo Rinascimento ed uscire dalla Decadenza culturale, etica, politica, sociale ed economica .
Nonostante la pervicacia e l’odio che alimentano ancora certuni, la Storia si aprirà la strada, anche sul Suo assassinio, su cui sono state confezionate leggende che offendono l’intelligenza delle persone attente ed oneste.

“Requiem aeternam dona eis, Domine”

lunedì 7 aprile 2008

Alcolismo e protezione Prosecco

Sul Gazzettino di oggi in prima pagina gli “eroi” della Formula 1 brindano non più con il vino ma con gassosa all’acqua di rose; altra notizia, Tutti e Dappertutto, persino in Brasile…, producono e vendono Prosecco DOC.
Due facce del problema che oggi si dice ipocritamente di voler risolvere.

Vediamo prima il problema di più semplice soluzione, quello della tutela economica del Prosecco e poi il problema ben più grave dell’alcoolismo:
dalle mozzarelle del sud al vino del nordest, il problema fondamentale è di tutelare senza possibilità di interpretazioni le imprese serie che imprendono, che impegnano capitali e risorse economiche in questo difficile momento socioeconomico; e ciò lo si deve fare immediatamente, senza esitazioni e, soprattutto, senza dare spazio a chi parla di protezionismi, al fine primo di proteggere posti di lavoro, famiglie ed intere zone che “vivono” del nostro prodotto di qualità; non dimenticando controlli più assidui ed a sorpresa, e colpendo con pene esemplari i produttori truffaldini ed avvelenatori: aziende, già a suo tempo trovate a produrre il vino al metanolo, dovevano già essere state chiuse ed interdetti i proprietari a continuare in qualsivoglia modo tale attività; ed invece ce le siamo ritrovate nuovamente a produrre schifezza, ad offuscare il lavoro di tanti invece impegnati nella qualità!
Non è certamente con gli ipocriti esempi, come quello odierno della Formula 1, che si risolve il problema dell’alcoolismo: l’alcolismo, la dipendenza dal fumo, l’uso innaturale di droghe e prodotti chimici euforizzanti non dipendono dalla produzione del vino!
Non si può indurre in inganno la gente portandola a non bere vino, causa l’incremento continuo di alcoolizzati specie tra i giovani; un bicchiere di vino a pasto, lo dicono anche i medici, specie quello nero, ha sempre fatto bene, è un antiossidante, aiuta la circolazione e sarebbe anche anticancerogeno; se anziani, specie in zone fredde montane, ed ora sempre più giovani (non per motivi di duro lavoro al freddo…) si trovano a bere in modo smodato ed a drogarsi per di più, e rientrando il mattino dalle discoteche oltre ad ammazzarsi ammazzano anche altre persone in incidenti spaventosi, la motivazione non è certo il vino, ma una gravissima crisi etica e sociale della nostra attuale “civiltà”, dovuta al fatto che nessuno pensa più ad educare persone sane, ma solo ad utilizzarle come consumatori per fare soldi!
In questa società malata e decadente conta solo il denaro e a questi giovani, che ipocritamente diciamo di voler aiutare, non siamo più capaci da anni di dare, con l’ esempio dall’alto, un senso del futuro, pochi punti fermi, come la famiglia e gli altri valori non negoziabili, in cui credere e per i quali valga la pena di combattere e di sopportare anche duri sacrifici!
Poveri giovani, sono vittime di un grande inganno.

venerdì 21 marzo 2008

Atalmi e Gentilini

La diatriba di oggi tra la sinistra arcobaleno ed il suo candidato Atalmi e Il prosindaco Gentilini ha dato l’ennesima dimostrazione del contenuto di assoluta amoralità in cui si svolge il confronto politico: come popolo abbiamo continuo bisogno che qualcuno ci rammenti i veri valori non negoziabili poiché decenni di liberalcomunismo ci hanno depauperato di cultura, buon senso e buona educazione e rispetto. Non credo e, spero, non basti la solita frasetta, pensata da un pubblicitario rampante, “qualsiasi riferimento a…etc” aggiunta a manifesti in cui un gallo ed un maiale sono cinti da un tricolore con la frase “o lui o Atalmi”, preciso riferimento per il “Lui” al prosindaco di fatto sindaco Gentilini visto l’oggetto della campagna elettorale e delle votazioni per cui sono stati pensati prodotti ed esposti i manifesti, per togliere da responsabilità civili,penali e sociali chi conduce la politica a tale infimo profilo.
Il risultato pubblicitario sarebbe anche di modesto livello date la facilità, per l’elettore distratto (ormai la maggioranza), di confondere i manifesti con una delle tante campagne promozionali dei supermercati o di qualche produttore di salumi e di pollami, ma… seminare odio serve da sempre a raccogliere tempeste.
E cos’ l’uso scorretto del tricolore (da tempo ormai vediamo campagne offensive anche della religione in TV al solo scopo economico di vendere propinateci da novelli imbonitori che si presentano come !artisti!) da parte della sinistra arcobaleno in campagna elettorale c’è e non c’è da meravigliarsene da parte di chi ha prediletto la bandiera rossa con la falce ed il martello e per decenni ha tentato di cancellare il tricolore italiano come simbolo e come realtà nazionale operando per sottomettere l’Italia alla Repubblica Socialista Sovietica.
Trovo quindi la reazione di Gentilini consona al suo stato di Alpino e come tale onorevole e degna del rispetto, in chiara antitesi con l’amoralità diffusa e con l’assoluta assenza di senso della patria e di rispetti per i valori condivisi e non negoziabili che contraddistingue parte del popolo italiano assai diverso dalla maggioranza degli stati vicini e non che ci circondano e con cui ci relazioniamo; una delle tante motivazioni che ci ha fatto precipitare nell’elenco degli stati terzomondismi.

mercoledì 19 marzo 2008

Troppo ricchi e troppi poveri

Dal ’68 è iniziata la delegittimazione di famiglia, scuola, lavoro ed ordine pubblico.
Poiché a seguito della ripresa post bellica, il famoso miracolo italiano, anche la classe operaia aveva iniziato a migliorarsi, a fare le famose rate per l’acquisto della 500, la sinistra internazionale, organizzata e preveggente nel controllo e mantenimento del potere, aveva già intuito che presto avrebbe dovuto avere a disposizione una massa aggiunta di nuovi “proletari”, per incrementare le sue possibilità di conquista dell’Europa sotto la guida dell’Unione Sovietica.
Dovevano però essere ricercati nella parte che si istruiva del Paese e non nelle tumultuose masse popolari, disposte tanto ad andare in piazza con la pancia vuota quanto difficilmente gestibili con la pancia piena, mentre contemporaneamente venivano inquadrati anche i nuovi quadri di potere, sia in ambito istituzionale che in ambito militante/paramilitare.
Ecco così la “formazione” di tantissimi docenti universitari, che a loro volta hanno indottrinato generazioni di studenti condizionati all’esempio dei leaders delle brigate rosse, da tempo inseriti a tutti i livelli nella scuola, nella sanità, nella magistratura, nella burocrazia, nella progettazione e governo del territorio, anche all’interno di corpi delle forze dell’ordine.
Tutto ciò ha portato alla costituzione di una armata che per anni ha operato con coordinamento ed efficienza entro e fuori dalle istituzioni, mirante alla distruzione della borghesia, della classe media, degli intellettuali pensanti e soprattutto dei valori non negoziabili e degli usi e costumi intimamente loro connessi, mirando sempre e comunque al basso al fine di realizzare una società nuova, costituita sul modello comunista sovietico, basata su due estremi, la massa da governare ed i governanti.
Il regime del posto garantito, del 27 garantito prima e della promozione garantita poi, senza alcun vaglio di meritocrazia, del posto di lavoro in cui l’esperto prende uno stipendio quasi pari al neofita, della comprensione e solidarietà tout court a delinquenti, evasi, pedofili, clandestini, ha confuso e sovvertito l’ordine dei valori, ha determinato l’insicurezza totale della nostra civiltà, privata così di tutti i normali e necessari sistemi di controllo e garanzia di qualità di cui un consesso civile ed organizzato deve forzatamente disporre per garantire onestà e serietà delle scelte in campo istituzionale, politico, lavorativo, della ricerca scientifica, giudiziario; ha così prodotto un periodo oscuro in cui ogni tipo di etica è andato perso mancando l’esempio dall’alto e qualunque forma di controllo e sanzione governate dal buon senso e dalla rettitudine.
Il cittadino per bene, ossequioso delle leggi e dei valori, viene così devastato quotidianamente in ogni aspetto della sua vita familiare, lavorativa, civile ed economica: fa sacrifici per far studiare i figli (invece di mandarli ad imparare un mestiere) che poi una volta laureati deve mantenere ad interim; che faccia il suo dovere con più o meno zelo nel suo posto di lavoro, non gliene frega più niente a nessuno, anzi se fa più di quanto sindacalmente stabilito rischia grosso e certamente non viene promosso (si migliora solo leccando… il padrone o il dirigente); viene fermato dalle forze dell’ordine, zelanti con il cittadino come se fosse un rapinatore in fuga, mentre sciamano tra le maglie malconce della giustizia i veri crimini; il povero cittadino diventa anche oggetto di persecuzione, sfogo di frustrazioni, mentre chi erra ma non ha residenza certa sfugge tranquillamente ad ogni controllo; quando va in ospedale, spesso si vede trattato con arroganza da dipendenti pubblici che più nessuno controlla, e poi si ritrova a dover pagare per fare un esame al momento giusto, causa liste di attesa lunghissime: ma sono davvero così lunghe o, agli sportelli pubblici, impiegati compiacenti “esaltano” il problema dei tempi per dirottare i pazienti in strutture private, nelle quali i medesimi lavorano fuori orario o con cui, diciamo, collaborano? E nel frattempo il nostro cittadino spesso viene lasciato dietro, anche nell’ordine della fila e senza motivi di maggior gravità, da extracomunitari con facce certo non da “lavoratori di professione”, favoriti da zelanti infermieri e dottori che male interpretano il senso della solidarietà.
E nel frattempo tasse su tasse, mentre alcuni, astuti privi di ogni senso etico e pronti ad ogni tipo di compromesso e di azione anche se illecita, in tale situazione fuori da ogni controllo, complice il cosiddetto mercato, fanno soldi a palate; e così ricchi sempre più ricchi, a livelli inimmaginabili, ma troppi italiani sempre più poveri; con anziani e pensionati che già vivono in vera povertà se ridotti al punto di dover rubare qualcosa al supermercato per poter sopravvivere (quelli pieni di dignità sono già morti di indigenza ed abbandono): un sistema forte con i deboli e debole con i forti.
In questa finta guerra tra libero mercato e comunismo non ci sono vincitori tra la gente ma solo perdenti; è una lotta tra interessi economici e di potere, che non vuole la via di mezzo, la via che provvede attenta e con equità ai cittadini e contemporaneamente dia sviluppo e ordine al Paese, e che non permetterebbe certamente tale scempio sociale.

domenica 9 marzo 2008

Trabocchetto di Sinistra

Veltroni ed il PD hanno dichiarato di voler andare da soli alle Votazioni.
La solita farsa di Sinistra per fregare il Centrodestra.
E’ vero hanno anche presentato la lista da soli, ma sottobanco hanno già fatto gli accordi elettorali con la sinistra più chiusa, prendendo tre piccioni con una fava: avere garanzia del supporto, al momento del bisogno, dell’ala estrema più compatta; sancire con il risultato elettorale la loro leadership nel centrosinistra; gettare a mare (del naufragio elettorale) le loro frange più radicali ed incontrollabili, ree di aver causato l’ennesima caduta di governo.
Il lupo infatti perde il pelo ma non il vizio.
Attenti, Centrodestra, il gioco si fa sempre più duro mentre noi, dopo oltre sessant’anni, siamo ancora li che baruffiamo e ci dividiamo per personalismi (leggi careghette); oggi anche far “politichetta” è divenuto un mestiere per quelli che una volta definivamo gli “straccapiazze”, gente senza personalità, senza costrutto, ma, soprattutto, senza un mestiere fisso che trova spesso nella politica il modo di rimediare uno stipendio; tu infatti, che ti danni tutta la settimana per lavoro, generalmente non hai tempo per frequentare bar, parrocchia e associazioni e quindi, se anche ti presenti in una lista, ti adoperano per faticare ed alla fine raccatti quattro voti…
Lo scrivente, eccezione alla norma, , ha lavorato tanto come architetto e poi, nonostante un cancro da tanti anni, ha affiancato alla sua attività professionale la politica attiva: aggiungeva così altro lavoro, altra fatica, e per anni ha preso sacchi di voti, anche alle Regionali.
E’ il momento della concordia, della cooperazione, da centro fino a destra; in questo momento la parola d’ordine è tutti attivi intorno a Berlusconi; al bando l’inconcreta litigiosità.
E’ anche una prova di governo, non solo per il risultato delle prossime elezioni, ma per il futuro di questo paese.

Grazie zio Sam

10 luglio 1943
In Sicilia la Mafia Americana prende contatti con i residui inattivi di scagnozzi locali; promettendo loro un futuro migliore, chiedono ed ottengono la loro collaborazione per non far scoprire anzi agevolare gli sbarchi degli Anglo- Americani: "i suoi membri aiutarono le truppe Americane, con azioni di spionaggio ma anche di sabotaggio e con attacchi armati diretti, a conquistare la Sicilia. In tal modo, quando dopo il 1945 fu creato un nuovo stato, Cosa Nostra riuscì a mettere i propri uomini nelle posizioni dell'amministrazione" (Klaus - Rudigher Mai - Le Società Segrete - Mito, potere e realtà) .

E così insieme alla cioccolata, alla Coca-Cola, al sistema capitalconsumistico, ci hanno reimportato i Mafiosi.
Ed oggi eccoci qua…

lo studio fa diventare intelligente?

Ormai diplomi e lauree, a parte poche specialità selettive e richieste, hanno perso gran parte del loro valore e della loro ricaduta economica, in particolare per il grave decadimento della scuola italiana dal 68 in poi: esami di gruppo, insegnanti esperti solo in politica, mancanza di concretezza dei programmi, assoluta mancanza di preparazione di base (a parte i licei classici).
Come conseguenza troppi studenti intelligenti abbandonano e troppi imbecilli o mediocri si laureano e, data la consapevolezza di sé e l’innata predisposizione al lecchinaggio, trovano anche buoni posti di lavoro; poi quando si ha a che fare con queste persone, specie in uffici pubblici ospedali ecc., risultano arroganti e meschine.

Dopo 40 anni è sempre valido il detto veneto di mio padre:
“cossa deventeo ‘na mona dopo la laurea? ‘Na mona co’a laurea”


(scritta dopo incontro odierno con sussiegoso medico)

Calcolo del danno criminale

In Italia tutto ormai si computa in denaro: il danno fisico viene computato secondo precise tabelle dalle Assicurazioni; l’offesa ed il danno morale viene riconosciuto e pagato; il danno di immagine, il danno economico, ecc. seguono trafile confermate.
Nel Paese regna però il disordine: - da una parte incapacità del governo a gestire la sicurezza dei cittadini, criminalità organizzata molto meglio dello Stato, criminalità diffusa, numero sempre più elevato di persone che vivono di truffe, inganni agli ingenui, espedienti, assassini e crimini sessuali specie sui minori indifesi in tragico aumento; - dall’altra parte burocrazia incapace a gestire anche l’ordinaria amministrazione, strade e territorio ormai abbandonati, colline in cui più nessuno opera un regolare sfalcio ne forme di allevamento, marciapiedi e rive dei fiumi incolti con proliferare di serpi e topi, fossati e scoli ripieni di detriti e rifiuti (vedi Napoli), opere stradali e pubbliche necessarie ferme o a rilento per i costi sempre più alti e la mancanza sempre più cronica di fondi, e…mi fermo.
In tale quadro la gente non trova riscontro per le tasse pagate, lavora troppe ore al giorno senza guadagnare, quando non ci rimette, ed è incattivita perché vede criminali nostrani ed extracomunitari neppure cercati (si multa il cittadino perché ha una residenza ed un conto in banca certi) o, nei brevi periodi di loro soggiorno nelle patrie galere per essere “rieducati”, trattati con i guanti bianchi, i libri e la televisione e le puttane! Mentre tu, onesto lavoratore, come un “fesso” scoppi per arrivare alla terza settimana...
Dato che in questo Paese non si parla di pena di morte, né di pene esemplari per i pedofili che scarcerati tornano subito a delinquere, né di certezza della pena per i truffatori o per gli spacciatori, né tantomeno per i mafiosi ed i loro sgherri, ne per gli zingari assassini cui vengono dati gli arresti domiciliari, ed i delinquenti ce li ritroviamo così, tutti per strada quando non dentro le nostre case, impegnati a continuare a delinquere, suggerisco un modo per far espiare e redimere i criminali: si calcoli economicamente il danno che costoro hanno arrecato alla società e lo si faccia pagare con il lavoro.
L’importo computato andrà pagato alla Società facendo compiere ai criminali, previo corso di istruzione, tutti quei lavori descritti all’inizio che Stato ed Enti non riescono più a fare: avranno un tetto sopra la testa pulito (in carcere) e tre pasti al giorno, e sconteranno la loro pena per il periodo calcolato, con libri da leggere e l’uso gratuito di computers per migliorarsi nel tempo libero (uguale a quello di ogni onesto lavoratore).
Ma per quanto riguarda altri agi come la Tv, i film in cd, le puttane ed ogni altro sollazzo dovranno pagarli a parte: certo non con soldi, di cui non dovranno mai disporre, ma con ore di lavoro straordinarie o prolungando la loro permanenza negli “alberghi circondariali”; emergerà così chi è davvero convinto di aver sbagliato e vuole redimersi e rientrare quanto prima a pieno diritto nella Società: lavorerà di più, riposerà e per lo più sacrificherà e non chiederà lussi che gli allungano la permanenza; al suo rientro nel civile consesso dovrà essere accettato e rispettato.
Per i delitti più gravi di strage o di assassinio con abuso di bambini non dovrà essere prevista possibilità di reinserimento nella Società fino alla morte.
Un sogno? Certamente sì per ora; pensate infatti a quanta gente resterebbe a piedi col lavoro e quindi troverebbe mille motivazioni per salvaguardare i propri interessi: dagli psicologi in sicuro calo, ai sindacalisti, agli avvocati, alle imprese di costruzione che si vedrebbero depauperate di lauti lavori pubblici svolti male ed a carissimo prezzo, di tutti i burocrati che arrivano alla sesta settimana con le tangenti delle imprese predette, a tutta quella serie di imbecilli ed opportunisti che prolifera con il proliferare dei delinquenti; ci sarebbe anche chi ci guadagna: certamente i cittadini (in sicurezza, ordine e ambiente), poi molto personale in più per gestire la nuova situazione, i produttori di libri e computers, l’associazione puttane a domicilio, i nuovi burocrati collegati alle carceri per gestire i lavori pubblici (come nuovi posti di lavoro e forse le solite tangenti all’italiana).