lunedì 7 marzo 2011

ATM bilancio 2010 e 2011

Riguardo agli articoli apparsi in questi giorni sui quotidiani sulla situazione di bilancio dell’ATM, trovo scandaloso che ormai quotidianamente per disinformazione e/o malafede attraverso i media possano transitare notizie assolutamente non corrispondenti ai fatti documentabili.
In particolare riguardo all’accordo di fusione per L‘Azienda Unica tra 4 note aziende di TPL tra cui l’ATM, dai giornali apprendo che il CDA di La Marca avrebbe bocciato l’accordo dicendo che La Marca sarebbe l’unica azienda in attivo: Voglio ricordare che ATM da vari anni risulta sempre in Attivo tra 50 e 100 mila euro, che ha un patrimonio immobiliare di alcuni milioni di euro ed una liquidità di poco inferiore e che anche quest’anno, dopo il pagamento delle imposte, chiuderà il bilancio con un UTILE di oltre 50.000 Euro
Mi par anche di ricordare che La Marca oggi possa essere in attivo grazie a sostanziose “ipodermoclisi”, mentre ATM non solo è in attivo senza paracaduti di tal genere ma ha anche distribuito ai soci a fine 2010 sostanziosi dividendi: e ciò dico non per entrare nel circo delle beghe, per cui non nutro alcun interesse, ma solo per senso della serietà e per rispetto dei fatti.

mercoledì 12 gennaio 2011

Le colpe dietro un nome

Con l’avvento del nuovo anno nuove preoccupazioni riguardanti i nomi dati ai bambini!
Si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati …
Ci si preoccupa, ora, che troppi genitori scelgano per i propri figli nomi stranieri, di attori, di calciatori, di oggetti pubblicitari, purché strani e comunque legati agli odierni miti della Comunicazione di massa.
Tali scelte non sono altro che lo specchio della società, la punta dell’iceberg dei tratti di un’Umanità che i potenti che governano il mondo hanno così ridotto; reality, telenovelas, rubriche sportive esaltate, rubriche politiche faziose e seminatrici di odio, servizi giornalistici senza pietà né rispetto della morte, opinionisti a cottimo, pubblicità martellanti al consumismo, invasioni barbariche e convivenza di religioni fanatismi e nichilismi amorali, mode “internet” forum e social network arbitri dei salotti di pensiero e comportamento, ecco le nuove “scuole di formazione culturale” che guidano masse uniformate, con tassi sempre maggiori di ignoranza, ad apprendimenti, atteggiamenti e comportamenti ben più gravi della scelta di un nome; così, in un’illusoria convinzione di libertà, Le si preparano a seguire i pifferai.
Tutti promossi, a tutti la laurea, il posto garantito, senza meritocrazia; tutti ben vestiti, fuori a cena il sabato ed in partenza per week end low cost, mentre il povero muore da solo al freddo; le certezze promesse da sindacati e padroni, traballanti per la sempre maggiore insostenibilità dei costi sociali in rapporto ai benefici, sono pagate con il condizionamento globalizzato di pensiero ed azione, con le infelicità vere della vita non controbilanciate dalle troppe minifelicità effimere verso le quali greggi indifese vengono sospinte seguendo un modello di sviluppo ormai giunto al capolinea.
Mussolini l’aveva capito ed aveva cercato di arginare i grandi poteri economici sollecitando il Popolo Italiano ad una nuova dignità, con l’Autarchia ed il Risparmio, per renderlo autonomo economicamente e produttivamente; aveva cercato di risollevarne l’onore rinnovando la storia ed i fasti dell’impero romano; aveva cercato di risvegliarne e rassicurarne lo spirito ed il corpo con le scuole obbligatorie, gli asili, l’attività sportiva, la Cultura e le Arti, la pensione, per costruire cittadini autonomi culturalmente spiritualmente e fisicamente… E l’hanno appeso come carne da macello a piazzale Loreto ! I grandi poteri economici avevano intuito il rischio gravissimo che rappresentava per loro.
Comunque è storia passata, ultimo singulto di libertà; forse tra decenni nascerà qualche altro Uomo in grado di liberare i Popoli dalla nuova schiavitù in cui, per lo più inconsapevolmente, stanno precipitando.
E la politica oggi ? Il fenomeno leghista rappresenta la situazione: persone attive politicamente, che hanno dimostrato anche di fare, per raccogliere il consenso si sono inventare slogan duri e aspri, che arrivano ad attingere anche alla grettezza dei più.
Mai visto un periodo così in cui si va ad avversare canagliamente, con faziosità e cattiveria inaudita, qualsiasi proposta giusta dell’avversario, arrivando ad insozzarne persino la sfera personale ! Ed i giornali? per lo più venduti e schierati politicamente con i padroni, per la carriera non si vergognano di rovinare persone né di inventare calunnie; troppa gente cerca la baruffa, quando non atti di violenza, ed è indisponibile alla solidarietà; a che punto la cattiveria, l’opportunismo, la proditorietà e, di contro, l’ignoranza e l’imbecillità sono ormai giunti tra le genti ? Chi sarà in grado di controllarne un eventuale “sfogo di violenza” che non oso immaginare ? I topi affogheranno seguendo i pifferai mentre violentano le cassandre ?
La trama pare evidente e segnata: una nuova società sta cercando di imporsi, neomedievale e governata da social network vassalli dei feudatari dei grandi poteri economici - banche e comunicazioni –, in cui giovani inetti saranno governati da giovani extracomunitari svegli, in cui si lasceranno vivere i sani e si elimineranno i malati, in cui chi pensa non dovrà farsi scoprire dai nuovi servi inquisitori per non finire nei roghi (si spera solo della comunicazione…).
Forse tutto questo dovrà succedere per permettere un nuovo rinascimento. Pensando ai nostri figli e nipoti, ci addoloriamo, ma pensando ai nostri martiri ci bolle il sangue.
Che questo Papa controtendenza abbia iniziato a richiamare la gente spiega perché, da subito, sia stato oggetto di sospetti e commenti irriverenti. Il male odia il Bene ma la Madonna ci aiuterà.

sabato 13 novembre 2010

Un Paese diviso in due

La sinistra dice che Berlusconi ha diviso in due il Paese e che ha costruito lui gli Italiani come sono oggi…
Queste sono due delle falsità più evidenti che si vanno raccontando.
Dobbiamo considerare una cosa fondamentale, che l’Italia cosiddetta democratica nasce da una guerra civile in cui fratelli hanno ucciso fratelli e mai si è arrivati, come in nazioni ben più civili, ad una serena pacificazione nazionale, anzi si rifiuta tutt’ora ogni forma di pacificazione non riconoscendo normali diritti neppure ai morti: sempre Brenno ed il “Vae victis”.
Chi ci ha governato, per oltre sessant’anni, portandoci alla situazione attuale (non sarà certo colpa anche oggi di Mussolini…) ha sempre cercato nell’antifascismo un paracadute elettorale e di potere con cui giustificare scelte culturali politiche economiche e di sostegno alla malavita organizzata che, alla prova della storia, ci hanno condotto alla situazione attuale di degrado culturale morale ed economico negando, di fatto, un futuro ai nostri figli.
In questo paese distorto addirittura l’arte e la cultura, il senso sociale, la protezione dell’ambiente, la giustizia, tutto ciò che è bello e buono starebbero tutti da una parte, ovviamente quella di sinistra, mentre di tutti i mali sarebbe origine la destra, anche se non si sa quale destra visto che in questo Paese non è presente una destra vera.
Riguardo al “cervello” di tanta parte della popolazione, si lamenta che non comprende la cultura, che non ragiona, che fa tutto quello che gli dice la TV di Berlusconi (perché la tv di Santoro e di Fazio sarebbe libera oggettiva e meritoria…), che ha perso ogni criterio etico, che non ha alcun interesse se non per divertimento sesso e calcio, che vive l’oggi.
Torniamo un po’ indietro agli anni settanta.
Uscito dal Liceo mi iscrissi all’università a Venezia e trovai un ateneo monocolore rosso, dove si passavano gli esami citando il libretto di Mao, dove si pretendeva che gli studenti facessero gli esami di gruppo con il 27 garantito, dove non si potevano discutere i diktat e gli slogan comunisti pena botte, impossibilità di frequentare, ritorsioni di ogni genere, fino all’assassinio, “uccidere un fascista non è reato” era lo slogan indisturbatamente cantato da una parte di italiani; quanti dei nostri laureati, medici, insegnanti, funzionari, giudici sono stati allevati a questo latte …
Una scuola insomma che partendo dalla media unificata per arrivare all’università era stata pianificata a tavolino per costruire imbecilli, cervelli all’ammasso, opportunisti e soldati, non individualità oneste colte e raziocinanti; poiché è molto più facile governare un ammasso di teste irreggimentate sindacalizzate e pronte a cogliere ogni opportunità (oggi così viene chiamata qualsiasi scelta anche se impegna la dignità della persona), che far crescere teste pensanti e libere le quali potrebbero un domani chieder conto ai loro stessi maestri.
Tutti promossi dalla scuola ed i più bocciati dalla vita reale, tanto la selezione poi la subiranno solo i soliti più (di solito più volenterosi, più capaci, più ingenui); i figli di papà avranno comunque il posto in azienda regolarmente schierata a sinistra; i militanti di partito avranno anche loro un buon posto di lavoro nel cosiddetto sociale o nella politica, mestieri per soldi e non scelte di dovere; gli artisti ed intellettuali iscritti saranno supportati fino a formare l’attuale gotha del mondo dell’arte, della casta degli opinionisti, del tronfio giardino scientifico; poi ci si chiede perché le vere menti, i veri doni nell’arte, i veri intellettuali, i veri impegnati debbano così sacrificare quando non sono costretti ad abbandonare questo “povero” Paese?
Non mi si venga quindi a parlare di destra vera, che tra l’altro è sempre stata più di sinistra che tutte le sinistre che ci hanno governato! da noi non c’è.
Certo le televisioni di mediaset hanno sfruttato questo ammasso di bocche aperte pronte a bere ogni cosa, ma hanno fatto solo (forse con più efficacia visto che da operatori privati lavorano meglio di quelli pubblici…) quello che da anni già faceva una televisione di stato colonizzata da Sinistra e Dc, andando a togliendo una fetta della “carne” risultante dalla pubblicità; ecco una delle vere ragioni di tanto odio.
I governi berlusconiani, che certo non hanno brillato, sono comunque stati migliori di quanto abbia fatto la sinistra, in tanti anni di spesa fuori controllo e delle solite utopie irrealizzabili che da sempre la contraddistinguono insieme ad una visione limitata fatta di rancore e di supponenza.
L’uomo di destra sa riconoscere onestà e capacità alle persone di sinistra che mostrano tali qualità; l’uomo di sinistra invece ne è endemicamente incapace poiché riconosce solo in sé tutte le verità assolute.
Il momento è triste: il periodo berlusconiano prossimo al tramonto è stato in grado di realizzare solo parte di quanto promesso, più per le colpe dei suoi vassalli e di un’opposizione (radicata dai dipendenti comunali a quelli dei ministeri) che per quelle del feudatario; la sinistra quando governa fa danni e quando non governa promuove solo disfattismo e odio; e soprattutto non esiste più una gioventù motivata a cambiare il mondo, ma, a parte piccoli numeri, una massa giovanile senza alcun ideale desiderosa solo di soldi successo sesso, subito e senza sacrifici.
IL futuro? Se fate parte dei pochi che usano la propria testa per ragionare, indipendentemente dalla parte politica verso cui avete maggiore simpatia, e se non vi lasciate ingannare dalle vostre speranze, dovreste essere in grado di darvi una risposta, non scordando comunque il “divide et impera”; se fate parte di quelli che bevono quanto gli viene propinato, il mondo e la storia, comunque vi passeranno sopra…e forse sarete anche più felici… se la Vostra felicità sta nell’ignoranza.
E’ la solita scelta fin dai tempi del Vangelo di San Tommaso, solo che oggi non c’è Cristo in persona a dirci cosa fare con il Suo Esempio, mentre gli esempi che ci vengono confezionati servono per lo più a teleguidare le masse.
Per chi ha fede, come me, restano gli esempi di pochi onesti e generosi, la preghiera e la Speranza Cristiana.

venerdì 15 ottobre 2010

ordine e manifestrazioni

Manifestazione Fiom CGL: il Ministro Maroni annuncia che c’è il rischio di infiltrazioni di elementi turbolenti (centri sociali) che vadano a far disastri per la città.
Il Direttivo Fiom CGL risponde che la manifestazione si svolgerà pacificamente ma che spetta al Ministro mantenere l’ordine pubblico.
Al di là dei commenti possibili sia sulla dichiarazione del Ministro come sulla non risposta del dirigente FIOM CGL, al di là di questo avvenimento contingente, poiché situazioni di questo tipo nella storia italiana del dopoguerra sono troppo spesso degenerate senza che nessuno fosse in grado di difendere cittadini e/o proprietà, immaginando per un momento ipotetici scenari ci si potrebbe chiedere:
- se veramente, come nel caso portato ad esempio, esista ancora oggi un rischio di infiltrazioni di elementi provocatori allo scopo di creare disordini e scontri, con atti vandalici contro la proprietà privata e atti intimidatori o peggio verso liberi cittadini, e quale sia il “peso” del rischio;
- se il rischio fosse davvero concreto e pesante, come si potrebbe evincere dalle dichiarazioni pubbliche e da come certe estremizzazioni politiche abbiano aizzato allo scontro di piazza, come mai, date le attuali tecnologie usate per far cassa con i semafori, non si pensa di videosorvegliare il percorso delle manifestazioni a rischio, in tempo reale, per registrare fin dall’inizio l’insorgere di disordini e chi li provoca, mentre gruppi preparati protetti e consistenti di forze governative vengono preventivamente scaglionati lungo il percorso, in modo da permettere ad una comune regia e comando di farli intervenire velocemente per prevenire rapidamente o limitare almeno i danni? Rimarrebbero le registrazioni anche di eventuali scontri come mezzo di prova utili anche per incominciare a vietare quei cortei per cui gli stessi organizzatori non riescono a dare garanzie di sicurezza (credo sia ora che tutti si assumano le proprie responsabilità).
- nel caso di scontro con degenerazione violenta tra gruppi di facinorosi e forze governative per la difesa della legittimità, una volta registrate le violenze di facinorosi avverso ai tentativi corretti ma fermi delle forze governative di ripristinare la legalità ed impedire le degenerazioni violente, intimidatorie e vandaliche, è oggi possibile ordinare a forze governative ben addestrate una risposta ferma di difesa dell’ordine pubblico anche se di repressione efficiente non cruenta di gruppi di facinorosi?
Se la risposta all’ultima domanda dovesse essere “no” (io sono ignorante in materia e mi piacerebbe saperne di più) risulterebbe evidente che uno stato siffatto non saprebbe reagire con forza adeguata contro la mafia, contro la delinquenza organizzata, contro i poteri economici forti, contro la violenza negli stadi e neppure contro gruppi assoldati o itineranti di provocatori politici o di semplici facinorosi violenti sempre pronti a provocare risse e disordini, e quindi non potrebbe garantire legittimità, ordine, moralità e difesa del lavoro e della vita ai cittadini contribuenti e rispettosi.
Qualcuno obietterà che uno stato forte che usa la repressione diventa uno stato dittatoriale che nega la libertà di espressione dei cittadini: i tempi di queste frasi sono oramai passati per fortuna, anche se qualche nostalgico li vorrebbe ancora far ritornare, ed é facile rispondere che uno stato diventa dittatoriale e violento quando reprime cittadini onesti e rispettosi delle leggi non quando per difendere i cittadini onesti e rispettosi pulisce le strade da potenti arroganti, briganti più o meno organizzati, facinorosi e violenti, ideologi e mercenari del terrorismo e del disordine, la cui cosiddetta libertà di espressione non può ledere ogni principio di libertà dei cittadini rispettosi che chiedono almeno ordine e sicurezza.
La storia anche ci insegna come in ogni civiltà, con lo scomparire del senso della responsabilità della moralità dell’efficienza e della fermezza, preponderino l’arroganza del potere e l’accanimento burocratico verso reati minori di tipo amministrativo od economico, con punizioni scandalose penali e pecuniarie dei cittadini inermi che faticano, lavorano, pagano le tasse e certo non sono usi ad andare in piazza a prendere a botte il prossimo, a spaccar vetrine né ad incendiare auto.

giovedì 14 ottobre 2010

l'assalto alla diligenza

Crisi economica incalzante, insicurezza del posto di lavoro in età matura, incertezza del pensionamento, posti di lavoro per i giovani a tempo determinato quando va molto bene, questo il bel paese.
Il primo ladro servo dei potenti? Se pensiamo ai co.co.co indegnamente sfruttati mentre il privato doveva assumere regolarmente; se pensiamo a versamenti contributivi all’italiana; se pensiamo a chi gode di pensioni di tutto rilievo dopo una sola legislatura mentre certi artigiani ed operai non raggiungono neppure un reale minimo vitale; se pensiamo alla tassazione su terreni edificabili che va ad aggiungersi ad esosi oneri di costruzione e di fabbricazione, costi di ufficio, perequazioni ecc. specie se valutati in relazione a tempistiche e modalità borboniche ed ai vari certificati in bollo; se pensiamo ai livelli di tassazione ed ai servizi resi, all’inettitudine, arroganza e fannullonaggine di troppi dipendenti pubblici; se pensiamo alle multe per eccessi di velocità minimali e per divieto di sosta, allo scandalo dei semafori truccati, tutto per fare cassa senza minimamente preoccuparsi di chi quel mese, dopo aver pagato affitto, mutuo, retta dell’asilo e libri di scuola dei figli potrà solo piangere; se pensiamo al numero di dipendenti pubblici dei comuni (a vittorio veneto ca. 280 in Carinzia in cittadine equipollenti ca 40), di province, regioni e stato, ai ricavi faraonici di chi si occupa direttamente ed indirettamente di politica, agli stipendi principeschi seppur lordi di dirigenti comunali e soprattutto dei segretari comunali, scandalosi se rapportati alle reali responsabilità, al tempo, all’impegno ed al Know how ed ai rischi di qualunque lavoro o professione in proprio; se pensiamo alle malattie gravi, alle degenze sempre più ristrette in ospedale, ai farmaci salvavita sempre più lesinati, ad altri farmaci non salvavita ma di fatto assolutamente necessari contro dolori e patrologie correlate che invece vanno pagati anche da chi non potrebbe…; se pensiamo a tutti i truffatori che si aggirano e fregano a destra ed a manca “giustamente convinti di essere impuniti”, ed a una magistratura che non se ne fa una questione di coscienza o di dovere, ma che si basa mansionari sindacati, agisce con pedissequo ossequio di norme patentemente incongrue o non agisce per l’assurdo annullarsi di norme contrastanti, e cerca l’appartenenza partitica; se pensi che devi pagare le tasse ed addirittura gli anticipi anche su crediti non percepiti e su affitti non percepiti; se pensiamo alle città impraticabili alle persone per bene con il buio, alle donne stuprate, ai bambini violentati, ai pedofili, alla droga che scorre a fiumi, ai vecchi pestati e derubati, e tutto ciò mentre chi dovrebbe vigilare e proteggerci se ne frega, o fa finta di non vedere o si appella al mansionario o da la colpa alle economie di mezzi e personale dei politici… senza pensare a quanto riescono a fare nel privato passione e senso del dovere; se pensiamo ai funzionari della FAO per i quali è addirittura prevista l’esenzione da ogni forma di imposta diretta sui salari, emolumenti ed indennità, e chissà quante altre categorie che non conosciamo; VERGOGNA; se pensiamo a tutti i falsi cechi, i falsi sordomuti senza vergogna; se pensiamo ai pensionamenti di lusso di quanti già hanno percepito stipendi di lusso durante la loro breve e certo non intensa vita di fannullonaggine, ops di …lavoro, mentre chiediamo ulteriori sacrifici a gente che ha già duramente lavorato per oltre 30 anni; se pensiamo ai locali di ritrovo per i vari degenerati e pervertiti, giovani e vecchi ma sempre danarosi, mentre si vanno a colpire con le solite multe (la solita cassa…) i clienti poveri delle prostitute stradali cioè la bassa manovalanza; se pensiamo ai condoni fiscali per stupidaggini amministrative pagati da chi ha paura di multe che gli distruggerebbero il non ricco lavoro di un anno dopo tutti i pensieri per procurarselo e farselo pagare, mentre restano impuniti i proprietari di panfili ed elicotteri e di conti paperonici all’estero quando non gli chiediamo per piacere di riportare i soldi a casa dietro la rassicurazione di alcuna sanzione …!!!. Se pensiamo a medici che chiedono centinaia di euro per una visita di pochi minuti a malati gravi, che poi si passano i pazienti dietro salde provvigioni, che passano provvigioni o altri benefit a personale paramedico per ritardare i tempi delle visite in ospedale in modo da procacciarsi clienti per le sedi in cui operano privatamente ad altri prezzi, fino a farli morire di spolpamento; se pensiamo ai tanti bimbi che aspettano di essere adottati ma che, anche a causa delle difficoltà burocratiche e degli interessi di chi li gestisce, non vengono mai adottati e la gente, stupida e prima di tutto ignorante, preferisce trapianti di ovulo illegali, eterologhi, ad un bimbo (eterologo) in cerca di affetto;se pensiamo ai malati gravissimi che non godono di accompagnatoria i cui parenti sono spesso costretti a svendere la casa pur di trovare i soldi per accompagnarli il più serenamente possibile verso la morte; se pensiamo ai troppi carcerati, per lo più per reati di opinione o di poco conto, o di altra nazionalità ed al numero enorme di farabutti a piede libero, con licenza di truffare quando anche non di uccidere; se pensiamo alla sporcizia politica che porta per strada la gente per difendere solo egoismi di parte, che difende posti di lavoro inutili creati solo per il ritorno dei voti secondo un sistema non più sostenibile per la comunità.
Quindi come pensiamo possa essere il nostro vicino se questo è l’esempio?
L’unico insegnamento che questo paese sa dare a i suoi figli è quello dell’assalto alla diligenza, per mangiare ancora quello che resta, l’arraffa arraffa di branchi di cavallette di vario ordine e casta.
Solo con l’esempio dall’alto, solo con il senso del dovere, solo con l’onesto impegno, solo con la misura e ed il mutuo scambio di aiuto, con la solidarietà (che non è continuare a mantenere i voglia di far niente), solo senza faziosità e partigianità politica, solo con la giustizia in ogni senso si può cercare la salvezza per il nostro futuro; ma c’è ancora qualcuno capace di intendere ciò e, soprattutto, così idealista e santo da impegnarsi per cercare di invertire la rotta?
La valanga da tempo scende, l’ignavia e la pigrizia e l’egoismo imperanti non hanno fatto nulla per bloccarla, e sarà sempre più difficile anche solo rallentarla.
A quei figli che vediamo per le strade perennemente rimbecilliti dai giochini elettronici, dalla musica, dalle droghe, dalle perversioni sessuali ma soprattutto dalla mancanza di qualsiasi principio ed esempio morale e privati delle aspirazioni ad un futuro, fisicamente e mentalmente per lo più imperfetti, psicologicamente deboli, egocentrici, incapaci di capire ed ascoltare qualsiasi disposizione, privi di qualunque senso morale e persino del senso di autoconservazione, insicuri al primo no, a loro toccherà la mano… Se siete ottimisti, invece di pensare a quando la caduta del moderno impero plutocratico, potete anche chiedervi – Come se la caveranno?

mercoledì 8 settembre 2010

Traforo di Santa Augusta

In merito al traforo in tempi non sospetti ebbi già ad intervenire affermando un mio parere che in breve ripropongo. L’uscita del traforo é posizionata un po’ troppo in quota; ciò comporta una lunga discesa fino all’immensa rotatoria prevista nella zona dei laghetti con troppi inconvenienti: primo, l’immensa rotonda non è proporzionata al nostro contesto storico territoriale, e va a distruggere un magnifico sito storico e naturalistico (già compreso nel SIC ma,è vero, già in parte rovinato da costruzioni ed opere degli anni 60/70) caratterizzato da risorgive, con flora e fauna peculiari, collegate al fiume Meschio e da antiche vie d’acqua ancora perfettamente individuabili che invece dovrebbero essere restaurate e fatte conoscere; secondo, la rotatoria in questione non si pone di fronte all’incrocio di Porta Cadore con la viabilità da e per la vallata andando così a decongestionare il traffico ricevendo direttamente il flusso che proviene dalla vallata e da nord. Secondo me la rotatoria, di dimensioni più adeguate al contesto,dovrebbe infatti essere posizionata di fronte all’incrocio di Porta Cadore sfruttando anche spazi esistenti e permettendo un’uscita del traforo a quota inferiore con collegamenti più efficienti ed assai meno impattanti.
Comunque il progetto è da tempo già stato fatto e non ritengo sia giusto a questo punto fermare l’iter avanzato di un’opera necessaria (anche solo per limitare l’inquinamento di Serravalle) che da ca. 70 anni la Città attende, proponendo alternative fantasiose, incongrue e forse anche più dannose per la Città, solo per scontro politico!
Un’alternativa sarebbe quella (comunque peggiorativa rispetto allo spostamento completo dell’uscita e della rotatoria) di spostare solo la rotatoria presso Porta Cadore, mantenere fissa l’uscita della galleria del traforo con solo una immissione più rispettosa dell’ambiente e più congrua alla viabilità esistente.
Spero comunque che l’Amministrazione Cittadina riesca a cantierare in tempi umani quest’opera tanto importante quanto necessaria che segnerà profondamente il territorio cittadino assistita dal senso di responsabilità dei politici di ogni colore e spero che possa e voglia riflettere più a fondo su un’opera che dovrà assolvere il suo compito con efficienza nordica e non così così, all’italiana. La progettazione, anche la più appassionata e competente, non può mai considerare tutto (ed ahimè ciò lo si riscontra con troppa frequenza in lavori pubblici studiati e realizzati frettolosamente o con importi inadeguati alla durabilità nel tempo); si rifletta ancora quindi sul posizionamento della rotatoria, che può tranquillamente essere cambiato in corso d’opera, per salvare una zona storico-naturalistica della città e contemporaneamente rendere altamente più efficiente il punto di convogliamento dei flussi del traffico risparmiando anche territorio.

giovedì 24 giugno 2010

Leggo e diffondo - Articolo di Giancarlo Giannini

IL VIAGGIO DI KARSKY E LA TERRA PROMESSA

Di Filippo Giannini

Prima di iniziare faccio mie le parole dell’amico Francesco d’Auria: - Non sono affatto antisemita, la “ razza ariana” mi fa venir da ridere; nei milioni di anni di esistenza dell’uomo gli incroci si sono moltiplicati tanto che sarebbe davvero interessante risalire, con studi sul DNA, alle origini di ciascuno di noi. Chissà se il futuro potrà darci questa informazione -.

Chi scrive queste note ha grande ammirazione e rispetto per l’intelligenza umana, e dobbiamo riconoscere che, nel così detto popolo ebraico, questo fenomeno è rilevante.

Per provare a capire quel che sta accadendo in quelle aree chiamate Medio Oriente, apro il mio ultimo libro e riprendo uno stralcio dal Capitolo XII e lascio la patata bollente al lettore.

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Già nel Capitolo VI abbiamo accennato a vessazioni e atti d’ostilità a danno degli ebrei, compiuti dagli “Alleati”; quindi, se è vero che è condannabile colui che commette un atto ignobile, altrettanto lo sono coloro che, pur essendo in condizione di evitarlo, si sottraggono al dovere di impedirlo.

Se era noto che il così detto”olocausto ebraico” era in atto, chi sapeva? E se si sapeva, chi sapeva?

Yan Karsky era un giovane ingegnere polacco, ebreo. Fuggì da un “campo di sterminio” dove era stato rinchiuso nel 1941-42. I capi degli ebrei polacchi gli affidarono un plico di documenti che attestavano le fasi dell’”operazione finale”. Lo scopo era di consegnare tale documentazione a tutti quegli “uomini di buona volontà” ai quali si chiedeva aiuto, quindi ai Governi Alleati. Karsky, partendo da Varsavia, intraprese un viaggio veramente temerario: attraversò l’Europa centrale (passò anche in Italia) e giunse in Gran Bretagna.

Il 21 giugno 1989 la Radiotelevisione italiana trasmise un’intervista rilasciata da Karsky e mandata in onda dal programma “Mixer” del giornalista Giovanni Minoli. La testimonianza di Karsky è una pesante accusa contro la noncuranza manifestata dai Governi anglo-russo-americano per le sofferenze di tanti infelici.

Karsky arrivò a Londra nel novembre 1942. I primi ad esaminare i documenti furono gli esponenti del Governo polacco in esilio a Londra, poi i messaggi furono presentati a funzionari inglesi e americani. Anthony Eden, Ministro degli Esteri inglese, incontrò Karsky subito dopo. Egli ha osservato: - Giunsi alla conclusione che ai più alti livelli, cioè da parte di Churchill, di Roosevelt e di Stalin, coralmente si asseriva che la strategia globale di questa guerra era la sconfitta militare della Germania, nessun altro problema secondario doveva interferire -. Karsky, di conseguenza, osservò: - La questione, dunque, stava in questi termini: la tragedia degli ebrei, così dolorosa e imbarazzante, per loro era “un problema secondario”-.

-”Secondario” o no - considerò Minoli - i capi Alleati sapevano e lo dimostrano i documenti che ho qui in mano e che siamo riusciti a trovare negli Archivi segreti britannici e sono la prova che Karsky incontrò Eden nel febbraio del ’43 e sapeva tutto e che ad una domanda precisa rispose: “Grazie, la relazione Karsky ci è stata già recapitata” e troncò la conversazione. Ma anche Roosevelt sapeva tutto e sapevano tutti i membri del Governo americano -.

Karsky fu invitato alla Casa Bianca il 28 luglio 1943. Trascorse circa un’ora e venti minuti col Presidente americano. Roosevelt fu molto gentile, a detta di Karsky si informò sugli ebrei, chiese cosa aveva visto e se poteva fornire delle statistiche; - si limitò a dire che quando sarei tornato in Polonia avrei dovuto riferire ai miei capi che i confini della Polonia nell’est sarebbero cambiati, la Polonia sarebbe stata ricompensata con i territori tedeschi. Mi disse pure che a guerra finita i colpevoli sarebbero stati puniti - (1).

Karsky incontrò anche i leaders ebrei americani, come il Presidente del Congresso Mondiale Ebraico Americano e i Giudici della Corte Suprema Americana, fra i quali il potente Felix Frankfurter; era presente l’ambasciatore polacco in Usa. Karsky parlò con tutti e a tutti espose quanto aveva visto e a tutti presentò le richieste dei capi ebrei polacchi, fra queste, per urgenza si chiedeva agli Alleati di bombardare le ferrovie che conducevano ai lager; ciò sia per rendere meno agevole il trasporto dei deportati, sia per far comprendere ai tedeschi che al di fuori della Germania “si sapeva” e che “sapendo” sussisteva la minaccia della ritorsione.

A queste richieste rispose Frankfurter; questi disse a Karsky che doveva essere assolutamente franco, e aggiunse - che non posso assolutamente crederle -. A queste parole l’ambasciatore polacco fece osservare che Karsky aveva la piena autorità conferita dal Governo polacco. La risposta di Frankfurter fu estremamente subdola: - Signor ambasciatore, non ho detto che questo giovane stia mentendo, ho detto che “non sono in grado di credere a ciò che ha detto” -. È un’affermazione che apre sospetti non ancora dai contorni chiari. Infatti, anche lo storico israeliano Shebtai Tevet ha affermato: - La Comunità Ebraica sapeva sin dall’estate 1942 e non intervenne -. I motivi del mancato intervento, forse vanno ricercati nell’insufficiente potere di cui disponeva. E si pone, allora, l’ipotesi sostenuta con un saggio di John Kleeves riportato su “Italicum” del marzo 2004. Kleeves sostiene, con una serie di argomentazioni, che la “potente lobby ebraica” non è poi così “potente”: - Gli ebrei non hanno influenzato la genesi della realtà statunitense, non hanno contribuito a costruirla, a renderla quella che è. Gli Usa sono come sono indipendentemente dagli ebrei. Questo, nel bene e nel male, è un dato di fatto, dimostrato storicamente. Chi sostiene il contrario, anche se sono molti, riferisce un evento che non è mai capitato, mai esistito, totalmente inventato -. Secondo l’Autore, chi detiene veramente il potere negli Usa è un gruppo dominante fondato dai Puritani, i cosiddetti WASP (“White Anglo-Saxon Protestants”). Per maggior precisione - tutto ciò che gli Usa fanno per gli ebrei e Israele lo fanno perchè fa comodo anche a loro stessi, e non perchè sono plagiati dagli ebrei. Questo semmai, lo fanno credere -. Negli Usa una “lobby ebraica” esiste (lo si vuole che esista), ma la potenza è apparente ed ottiene solo le cose che già si erano decise. - Il potere Usa è sempre stato monopolio WASP (…). La “potente lobby ebraica” è, invece, puro “american interest” -. In altre parole la “lobby ebraica” sarebbe un riparo dietro il quale scaricare le azioni poco ortodosse degli Usa, cioè dei WASP.

Questa potrebbe essere una chiave di lettura per comprendere gli ostacoli incontrati da Karsky.

Altra chiave di lettura potrebbe essere ricercata nell’interpretazione del problema ebraico esistente fra i sionisti e gli assimilazionisti. I primi, sostiene Mauro Manno (http://civiumlibertas.blogspot.com): - Tutti i dirigenti sionisti, tutti i movimenti sionisti, laburisti e non, collaborarono con il nazismo a danno degli ebrei assimilazionisti -.

Come vedremo poco più avanti (e come abbiamo visto nei capitoli precedenti), ampi settori di organizzazioni ebraiche e molti Governi dei Paesi occidentali, poco si preoccuparono della sorte degli ebrei. A dar forza a questa tesi è sufficiente riportare uno stralcio di quanto ha scritto Lenni Brenner (“Zionism in the Age of the Dictators”, Cap. XXIV): - Finanche nel 1943, mentre gli ebrei d’Europa venivano sterminati a milioni, il Congresso americano propose di istituire una comissione per studiare il problema. Il rabbino Stephen Wise, che era il principale portavoce sionista in America, si recò a Washington per testimoniare contro il progetto di legge perché esso avrebbe sviato l’attenzione (degli ebrei) dalla colonizzazione della Palestina. Si tratta dello stesso rabbino Wise che, nel 1938, in quanto dirigente del Congresso ebraico d’America, scrisse una lettera nella quale si opponeva a qualsiasi cambiamento della legislazione americana sull’immigrazione, cambiamento che avrebbe permesso agli ebrei di trovare accoglienza. In questa lettera scriveva: “Può essere d’interesse per voi sapere che alcune settimane fa i dirigenti delle più importanti organizzazioni ebraiche si sono riuniti in una conferenza (…). Vi si è deciso che, in questo momento, nessuna organizzazione ebraica avrebbe sponsorizzato una legge destinata a cambiare in qualsiasi modo la legislazione sull’immigrazione”- . A commento di ciò, Mauro Manno ha osservato: - La legislazione che doveva essere cambiata (nel 1943) era quella che restringeva enormemente l’immigrazione, compresa quella ebraica, negli Stati Uniti -. Manno conclude: - Cari ebrei o diventate sionisti ed emigrate in Palestina o alla morte! -.

Allora, che cosa potevano fare gli ebrei per fermare l’”Olocausto”? In particolare, cosa poteva fare Ben Gurion, il padre fondatore d’Israele? Risponde la storica ebrea Idith Tzertal: - Il salvataggio di 100 o 1000 ebrei era “soltanto un’operazione marginale” per Ben Gurion. Egli era per operazioni in grande scala, di conseguenza aveva escluso piccole operazioni di salvataggio. Ben Gurion non aveva mai dato un gran peso al problema del salvataggio degli ebrei; considerava, invece, più importante la fondazione dello Stato ebraico, perchè in questo vedeva una soluzione futura alla questione ebraica e, quindi, anche allo sterminio di massa -.

Tutto ciò può dare adito al sospetto che l’immolazione di centinaia di migliaia di ebrei sia stata – anche se dolorosa – una operazione calcolata in base alla “Ragion di Stato”.

A voi, amici lettori, le deduzioni.

Leggo e Diffondo - Articolo di Filippo Giannini

LE PATACCHE E IL LORO CONTRARIO

Chi era Mussolini? Cosa è stato il Fascismo?

Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti (Eraclito)

Benito Mussolini è stato, come alcuni storici sostengono, condannato dalla storia e senza appello?

Francesco Saverio Nitti, nella seduta del 27 luglio 1947, all’Assemblea Costituente, disse: Ho letto troppo spesso anche nei nostri giornali, e leggo ancora giudizi, che mi sembrano non solo falsi, ma anche inabili, che fanno cadere sull’Italia la responsabilità della guerra mondiale, dicendo che è dovuta al fascismo. Non sono convinto che noi abbiamo seguito la buona via e nemmeno la vera, quando nella lotta contro il fascismo abbiamo detto e diciamo, come ora, che la guerra è una conseguenza del fascismo, e che il fascismo è stato soltanto fenomeno italiano. Vi sono state cause ben più profonde. Per nuocere al fascismo, noi abbiamo fatto cosa pessima a danno dell’Italia. La cosa più semplice per tutti coloro che odiarono il fascismo e per i pochissimi che ne avevano subito le persecuzioni era di insultare il fascismo e di attribuirgli colpe che non aveva.

…il fascismo si impose attraverso l’uso sistematico della violenza (Paul Corner).

Il fascismo fu sugli inizi un impeto di reazione all’internazionalismo comunista che negava la libertà della Nazione (…). Noi non condividiamo il parere di coloro i quali intendono condannare ogni azione fascista sotto la generica condanna della violenza. Ci sono delle situazioni in cui la violenza, anche se assume l’apparenza di aggressione, è in realtà una violenza difensiva, cioè legittima (Alcide De Gasperi).

Antonio Gramsci al III Congresso dell’Internazionale Comunista a Mosca, svoltosi tra il 22 giugno e il 12 luglio 1921, aveva auspicato che anche in Italia si realizzasse una rivoluzione bolscevica sull’esempio di quella russa.

Tutti gli scritti di Mussolini dedicati alla questione russa andrebbero oggi riletti. Ci si accorgerebbe che tutto quello che abbiamo saputo dopo, ben poco in realtà siamo venuti a conoscere di cui egli non si fosse già allora perfettamente reso conto. In questo senso si può dire che, dal 1923 Phillips (giornalista americano, nda) cogliesse veramente nel segno individuando una costante della dinamica mussoliniana – vide a nudo il comunismo e ne fu atterrito (Gaetano Salvemini).

La lotta di classe assume in qualche caso l’aspetto di guerra civile, prima ancora che lo squadrismo entri in scena: dall’aprile 1919 all’aprile 1920 si registrano 45 morti e 444 feriti durante gli scioperi e le manifestazioni di strada (Max Gallo).

L’olio di ricino era una delle armi preferite dai fascisti; i casi recidivi venivano trattati col manganello e – come ultima risorsa – con le pallottole. (Antonio Spinosa).

Il fascismo ha avuto molti aderenti, dopo la fine della prima Guerra mondiale, fra noi ufficiali perché si viveva in un clima di puro terrore. Si subiva pestaggi, bastonature. Numerosi furono assassinati per il solo fatto di portare le stellete (Ardito Desio).

Anche se non si può provare un ordine diretto di uccisione (di Giacomo Matteotti, nda) la responsabilità morale di Mussolini è piena, manifesta (Antonio Spinosa).

No, il duce non aveva alcun interesse a far uccidere mio padre, si sarebbe alienato per sempre la possibilità di un’alleanza con i suoi vecchi compagni, che non finì mai di rimpiangere (Matteo Matteotti).

Fu lui, Mussolini, che volle mettere sullo stesso piano il nazismo e il fascismo (Mario Cervi).

Nei rapporti con le Grandi Potenze il fascismo si presenta come un regime pacifico, un regime che, quando Hitler va al potere non sente le sirene del Führer, anzi gli si oppone (…). Leggendo i libri scritti da fascisti, guardando la pubblicistica fascista, i giornali fascisti, ciò che colpisce è l’ottimismo vitalistico che c’è dentro, un ottimismo vitalistico che è la gioia, la giovinezza, la vita. Nel nazismo questo non c’è. Semmai c’è l’idea di tradizione, l’idea di razza (…). Un ottimismo esiste anche nel nazismo, ma non è vitalista come quello fascista: è piuttosto un ottimismo tragico (Renzo De Felice).

Fra fascismo italiano e nazismo tedesco ci sono semmai più punti di divergenza che di somiglianza (Michael Ledeen).

Il primo equivoco su Mussolini fu di credere che fosse socialista (…). Lui crebbe nell’avversione ai padroni, all’ordine costituito, al sistema; e siccome gli pareva che questi ideali di rivolta fossero alla base del socialismo, si iscrisse al partito, nell’ala mpiù estremista (…). Che sia stato crudele , contrariamente a quanto possano pensare coloro che lo confrontano con altri dittatori moderni, non v’è dubbio (Silvio Bertoldi).

Mussolini è il più grande uomo da me conosciuto e senz’altro fra i più profondamente buoni; al riguardo ho troppe prove per dimostrarlo (Papa Pio XII).

Secondo quanto scrive Francesco Malgari questa era l’opinione di Luigi Sturzo, il padre della Democrazia Cristiana: Sturzo non indaga sulle cause che determinarono scelte economiche del fascismo, non giudica neanche i risultati, nel bene e nel male. Vi individua soprattutto un processo degenerativo, i cui effetti venivano a nuocere sulla mentalità e sul costume degli italiani: il fascismo, teorizzando il ruolo della mano pubblica nella vita economica, aumentava il parassitismo e la corruzione, creava un’aria greve e soffocante.

Per vari aspetti Mussolini era affascinante. Per anni tutti gli stranieri di rilievo che vennero a Roma non avevano altro interesse che avvicinare l’uomo che, in condizioni estremamente difficili, dopo parecchi anni di anarchia e di caos era riuscito a rimettere ordine e ritmo all’intera vita dell’Italia moderna (…). Perché nel fondo l’animava un vero impulso di umanità. Sdegnoso di ogni ricchezza è sempre vissuto modestamente. Durante la vita conservò una viva simpatia per gli umili, per i contadini e per i lavoratori (…). Coloro i quali vogliono ad ogni costo raffigurarlo come un essere intrattabile, rude come il granito si ingannano completamente. Il potere non lo logorò per niente (…). Non possiamo enumerare i suoi atti di bontà (…). Il bilancio del Fascismo? Ha nome: strade, autostrade, ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, sports, aeroporti, porti, igiene sociale, ospedali, sanatori, bonifiche, industrie, commercio, espansione economica, lotta contro la malaria, battaglia del grano, Littoria, Sabaudia, Pontinia, Guidonia, Carta del Lavoro, collaborazione di classe, Corporazioni, Dopolavoro, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola, Enciclopedia, Accademia, Codici mussoliniani, Patti Lateranensi, Conciliazione, pacificazione della Libia, marina mercantile, marina da guerra, aeronautica, conquista dell’Abissinia. Tutto ciò che ha fatto il Fascismo è consegnato alla storia. Ma se c’è un nome che, in tutto questo dramma, resterà puro e immacolato, sarà quello di Mussolini (Paul Gentizon, giornalista svizzero).

Fascismo, male assoluto (Gianfranco Fini).

Il rapido progresso dell’Italia dopo la 2a guerra mondiale e il fatto che oggi è già in marcia verso uno sviluppo intensivo, sarebbe impensabile senza i processi sociali iniziati durante il periodo fascista (Mihalay Vajda).

Mussolini faceva parte della macchina della soluzione finale (Riccardo Pacifici).

Il principale alleato della Germania, l’Italia fascista, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il suo controllo (…). Come abbiamo già detto, era stato Mussolini stesso a enunciare il principio “discriminare non perseguire”. Tuttavia l’esercito italiano si spinse anche più in là, indubbiamente con il tacito consenso di Mussolini (…). Le deportazioni degli ebrei cominciarono solo dopo la caduta di Mussolini, quando i tedeschi occuparono l’Italia (George L. Mosse, dell’Università ebraica).

P.S. Come il lettore avrà modo di notare abbiamo citato solo personalità antifasciste o, comunque, non fasciste

mercoledì 9 giugno 2010

Fusione ATM La Marca

La fusione di 4 importanti aziende di TPL, tra cui ATM, potrebbe portare ad una più efficace razionalizzazione delle corse sul territorio ed a risparmi in campo organizzativo amministrativo, ma certo una bozza progettuale realistica delle corse sul territorio e del dettaglio dei risparmi che si ritiene di effettuare e come, certamente migliorerebbe il dialogo e aiuterebbe l’accettazione del progetto. Chiuderebbe anche la bocca a chi parla solo per antitesi politica, a chi desidera mantenere una sedia nei consigli di amministrazione, alla solita pletora di coloro che non vogliono mai modifiche dello status quo ed ai tanti soliti burocrati frenanti. Tranquillizzerebbe cittadini ed operatori.
I cittadini di Vittorio Veneto si interrogano su questa fusione perché non hanno la certezza che, alla resa dei conti, l’operazione si risolva per Vittorio Veneto in un peggioramento del servizio per studenti ed anziani e contemporaneamente nella ulteriore perdita di uno degli ultimi Enti Importante che resistevano con caparbietà, coraggio ed efficienza; la Città di Vittorio Veneto rappresenta un grande risultato politico ed un fiore all’occhiello: non sarebbe giustificabile la sola perdita di ATM, ulteriore colpo in aggiunta alla serie di enti e funzioni che già ci sono state sottratte, questa volta anche in barba ad un Governo cittadino del medesimo segno di quello provinciale.
Considerando che l’azienda esplica un buon servizio pubblico, ha il bilancio in ottimo attivo, è proprietaria di immobili dal valore considerevole, è quindi fondamentale garanzia per i destini del trasporto pubblico Vittoriese che, anche in virtù della modesta, ma assai ben più sana situazione economica, patrimoniale ed organizzativa di ATM rispetto a tante altre ditte di TPL, l’eventuale fusione non riduca gli utili di ATM (e quindi della Città di Vittorio Veneto) e che l’ATM sia dunque fortemente rappresentata e garantita, nel nuovo CDA dell’azienda Unica, sulla base di vari parametri (affidabilità, bilancio e patrimonio, importanza strategica) e non solo dei km. percorsi e dei mezzi.
Si provi dunque ad esporre una concreta bozza progettuale di fusione che esprima anche la rappresentatività delle 4 aziende nel nuovo Unico CDA: non c’è nulla da nascondere e forse è meglio litigare subito che trascinare una lunga e dolorosa contesa; non c’è più posto nel dibattito pubblico per interessi economici di parte, per posizioni personalistiche, per profit politici, per ricatti o richieste unilaterali, né per forzature e blocchi posti dalle aziende più grosse e tiri alla fune dei politici e dei burocrati. Proviamo a fare in modo che questa fusione non divenga solo un mezzo per fagocitare fette di mercato, ma davvero crei un’azienda nuova in cui tutti e 4 gli attori ci guadagnino e ci perdano in egual misura: a guadagnarci saranno la qualità del servizio e le tasche dei cittadini e la credibilità della politica.

Meritocrazia negata

I magistrati scioperano per lo stipendio; gli oncologi scioperano per la riduzione , secondo loro, delle cure mediche.
Due delle categorie che sono sempre pronte a schierarsi contro il governo, quando non è di sinistra.
Nessun paese è mal preso come l’Italia per quanto riguarda l’amministrazione e la certezza del Diritto; vengono liberate anche persone che non hanno più volte esitato a delinquere in modo gravissimo.
Nel campo medico il governo smentisce fortemente riduzioni delle cure mediche nelle patologie gravi, ma rappresentanti del corpo medico scioperano comunque.
Sempre più numerosi gli scandali di malasanità, di inefficienza ed incompetenza in varie prestazioni mediche, quando non di colpevole menefreghismo; la salute dei cittadini si presenta dunque sempre più a rischio a causa di facilonerie, impreparazioni, scarsa considerazione del malato, con in primo piano sempre i “diritti” del personale del settore.
Appare evidente, almeno a chi è dotato di normali facoltà intellettive, che vi sono categorie sempre pronte ad “armarsi” comunque contro il Governo.
E le motivazioni sono manifeste: le carriere in questi settori procedono per appartenenza politica, per conoscenze; quindi chi vuole far carriera deve essere ben inserito nel sistema (abnorme); le capacità, l’impegno professionale ed umano (non politico e sociale), il rispetto della persona, i risultati concretamente riscontrabili anche dalle persone semplici, sono tutte cose oscurate, il “Merito” vero non conta più.
Quale futuro potrà avere una società malata, decadente, che nega comunque la meritocrazia? Le menti scappano da questo Paese; restano i mediocri che sguazzano nell’assenza di meritocrazia; restano i burocrati, i veri comandanti dei Timoni di questa società occupata, non governata, da politici per lo più del medesimo spessore e motivati dalla ricerca di un lavoro redditizio senza responsabilità; e la risposta alla domanda, anche se ci dispiace vederla, la troviamo nello studio della Storia, di quanto è già successo alla caduta dell’impero romano (476 d.C.); il crollo delle torri gemelle, i fallimenti di grosse banche, il materialismo sfrenato ed il sesso orgiastico e perverso sono i segnali dell’inefficienza e dell’instabilità della società “progredita” e di un modello economico e sociale, e della sua (forse) inarrestabile decadenza.
n.d.r. Il (forse) è parte delle speranza…